Viterbo – “Sondaggio significa democrazia. Fare un sondaggio significa dare ai cittadini gli strumenti per leggere, trasparentemente, se stessi. Significa fornire una fotografia del modo con cui l’opinione pubblica vive le elezioni”. Non solo, ma il sondaggio realizzato dall’Istituto Piepoli assieme a Tusciaweb sulle elezioni comunali a Viterbo ha dato anche “la possibilità di sperimentare e di studiare degli aspetti di una campagna elettorale che non sempre vengono presi in considerazione nei sondaggi”.
Livio Gigliuto è il vicepresidente dell’Istituto Piepoli. Sociologo, è anche presidente del consorzio Opinio Italia, direttore dell’osservatorio nazionale sulla comunicazione digitale e docente di comunicazione pubblica & social network presso la Scuola nazionale dell’amministrazione. Gigliuto commenta e analizza risultati di ricerche di opinione pubblica sui principali mezzi di comunicazione nazionali. Tra questi, Rai, RaiNews24, RadioRai, SkyTG24, La7, La Repubblica, Il Sole 24 Ore, Il Corriere della Sera, Il Foglio e Radio24). Dal 2013 al 2018 ha guidato infine il marketing del territorio del comune di Catania.
Gigliuto analizza i vari aspetti, tra cui molti di metodo, che caratterizzano il sondaggio realizzato a Viterbo dall’Istituto Piepoli, commissionato da Tusciaweb col supporto di Active Network, in vista del voto del 12 giugno.
Il vice presidente dell’Istituto Piepoli Livio Gigliuto
Livio Gigliuto, avevate mai fatto altri sondaggi su Viterbo?
“No, non abbiamo mai fatto sondaggi su Viterbo, pur facendoli in tanti altri comuni. Cosa che ci capita tuttora, sempre nei comuni che vanno al voto”.
Vi capita spesso di fare sondaggi elettorali in piccoli capoluoghi di provincia come Viterbo?
“Sì, ci capita spesso. E devo dire non solo piccoli capoluoghi di provincia, ma anche in comuni più piccoli di Viterbo che, in ogni caso, è un comune affatto piccolo e marginale. Si tratta anzi di un comune molto noto in Italia. Inoltre, questo è un buon segnale”.
Perché?
“Fa piacere vedere che ci sia una crescita dell’attenzione al voto anche in comuni più piccoli. Il numero di sondaggi che vengono fatti in una comunità di solito è sinonimo di due cose. Da un lato il livello di democrazia di un paese. Il fatto di poter pubblicare liberamente i sondaggi è uno degli strumenti attraverso i quali misurare il livello democrazia di un paese. Dall’altro, la partecipazione alla vita pubblica delle comunità. Se si fa un sondaggio sul voto, e se lo fa un giornale che anima quel contesto, vuol dire che questo contesto è interessato a quell’evoluzione. E’ un momento vissuto dalla popolazione e al tempo stesso un segnale positivo per una comunità”.
Che livello di precisione hanno i sondaggi in questi casi?
“Tutti i sondaggi hanno un margine di errore. Un margine che si aggira al massimo attorno ai tre punti, tre punti percentuali e mezzo. Il sondaggio fa una fotografia probabile della realtà non una fotografia certa. Fotografa quello che probabilmente è il modo di vivere le elezioni da parte dell’opinione pubblica. Detto questo, all’interno del margine d’errore l’istituto di ricerca fa la sua stima e naturalmente tiene conto delle piccole distorsioni che possono caratterizzare una ricerca. Tutto questo per dire che i sondaggi vanno letti per quello che sono: la fotografia del sentimento popolare in un certo momento, non delle previsioni, ma che ci aiuta a decifrare bene una realtà che altrimenti in altri modi potremmo conoscere più difficilmente”.
Viterbo – Le candidate a sindaca Laura Allegrini, Alessandra Troncarelli e Chiara Frontini
Quali sono state le difficoltà nel mettere a fuoco la realtà viterbese?
“Dobbiamo innanzitutto partire dal presupposto che la realtà politica viterbese è una realtà estremamente fluida. Un vero e proprio laboratorio politico. Un tema importante, per quanto riguarda appunto Viterbo, è che c’è un grande numero di liste civiche o progetti civici, cosa che incide parecchio sull’elettorato. Non solo, ma da quello che stiamo vedendo, anche negli ultimi giorni, il contesto viterbese è stato caratterizzato da grande incertezza sulla scelta delle candidature e la composizione delle liste”.
E questo non mette in difficoltà il ricercatore?
“No. Il ricercatore è un semplice misuratore di opinioni. Mette invece in difficoltà la stessa opinione pubblica che, fino al giorno della presentazione delle liste, non è stata sicura di sapere quelli che sarebbero stati effettivamente i nomi in gioco tra candidati sindaco e di lista”.
Questo non sta succedendo sempre più spesso nella politica italiana in generale?
“Sì, sta succedendo sempre più spesso. Cosa che acuisce il senso di incertezza da parte dei cittadini, al punto che il giorno stesso della presentazione delle liste non hanno ancora gli scenari ben chiari”.
Sondaggio Istituto Piepoli – Quanto sono conosciuti i candidati e il dato sulla fiducia
È stato difficile individuare un campione rappresentativo dell’universo elettorale viterbese per definire poi il sondaggio in tutti i suoi aspetti?
“No, non è stato particolarmente difficile perché Viterbo, intanto, non ha una dimensione marginale. Non è un piccolo comune, e di solito le difficoltà nel costruire un campione ci sono in dimensioni molto piccole. Dopodiché va detto anche che la popolazione viterbese ha dimostrato anche una certa disponibilità a partecipare al sondaggio. Cosa che succede un po’ in tutta Italia. Noi spesso sottovalutiamo la voglia di partecipazione collettiva della popolazione. Facendo sondaggi, invece posso dire che gli italiani ci tengono molto alla politica. In alcuni casi sono soddisfatti, in altri meno o affatto, ma il legame tra italiani e politica ancora c’è ed è forte”.
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Quale è stato il dato più inaspettato e rilevante emerso dal sondaggio?
“Un dato che ci ha colpito è il dato di genere. Abbiamo notato che c’è una propensione moto elevata da parte della popolazione che vorrebbe avere una sindaca, non un sindaco. Non solo, ma questo dato è trasversale tra i due generi. Cosa che fino a qualche anno fa non avremmo registrato in modo così massiccio. Non sono solo le donne a volere un sindaco donna, come alcuni potrebbero pensare. Questa idea è invece trasversale tra uomini e donne e fa il paio con quello che è successo nei mesi passati quando si parlava di un presidente del consiglio o della repubblica di genere femminile. Per gli italiani è effettivamente arrivato il momento di fare questo passo. A Viterbo, il dato delle persone che vogliono una sindaca, si aggira attorno all’80%, e non ce lo aspettavamo”.
Viterbo – Il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti
Tusciaweb è il giornale locale più importante con numeri, oltre 100 mila lettori, che ne fanno la testata solo on line più letta di tutto il centro Italia. Una delle candidate in passato ha scelto un rapporto di esclusiva con la nostra testata. Quanto può aver influito questa scelta sulla popolarità della candidata?
“Personalmente credo che nel corso degli anni non si sia adeguatamente valorizzato e dato attenzione al peso dell’informazione locale che, nel nostro paese, forse più che in tanti altri, svolge un ruolo importantissimo. Gli italiani tendono ad informarsi spesso attraverso i giornali locali. Perché sono quelli più prossimi. Quindi, costruire un rapporto di esclusiva con un giornale che ha questa caratteristica e la capacità di raccontare quello che succede sul territorio è una cosa positiva. Il fatto che ci sia una realtà di informazione territoriale è uno dei grandi punti differenziali dell’informazione italiana. E secondo me è un punto differenziale positivo”.
Come valuta invece il mondo politico viterbese alla luce dei risultati del sondaggio?
“La sensazione è quella di un mondo molto dinamico. Per cui in alcuni casi si fanno anche degli esperimenti andando oltre gli schieramenti tradizionali. Il fatto poi che sia un contesto molto dinamico ha due conseguenze. Una positiva, ed è il fatto che il dinamismo spesso conduce ad individuare soluzioni operative. Dall’altro lato, un eccessivo dinamismo rischia di creare delle difficoltà nel trovare punti di riferimento da parte dei cittadini. E un po’ questo dal sondaggio viene fuori. Il fatto che la realtà elettorale, con le sue liste, si sia andata a definire solo all’ultimo momento, questo rappresenta l’altra faccia della medaglia. Un contesto dinamico a volte vuol dire anche spaiamento degli elettori che poi fanno fatica a collocarsi”.
Come incide un sondaggio sul risultato elettorale? Che cosa determina in un cittadino la lettura dei dati che emergono da un sondaggio?
“Un sondaggio non incide sull’opinione pubblica. Un sondaggio fotografa l’opinione pubblica. Un sondaggio fa una rappresentazione della realtà probabilistica e fondata su analisi statistiche. Non solo non ha la finalità di incidere sull’opinione pubblica, ma non è neanche in grado di farlo. L’opinione pubblica non cambia atteggiamento in base a quello che legge in un sondaggio. Spesso sottovalutiamo il grado di maturità degli elettori. In realtà gli elettori hanno una loro opinione. Anzi, il lato positivo della lettura di un sondaggio è proprio quello di fornire ai cittadini una loro fotografia, di ‘leggersi dentro’. E questo significa anche democrazia. Il sondaggio è uno degli aspetti attraverso il quale capiamo un sistema democratico e dove l’opinione pubblica, trasparentemente, può leggere se stessa”.
Quali sono state le difficoltà, quale invece l’aspetto positivo, nel realizzare un sondaggio assieme a Tusciaweb?
“Non ci sono state difficoltà. Con Tusciaweb è stata ed è una collaborazione piacevolissima e rapida. Posso solo fare i complimenti a Tusciaweb non solo per la professionalità ma anche per la rapidità con la quale siamo riusciti a mettere in piedi un progetto di studio, analisi e ricerca che è venuto bene e veloce perché gli interlocutori con cui abbiamo parlato sono stati capaci e veloci nel ragionarci. Devo inoltre dire che in questo sondaggio che abbiamo fatto insieme a Tusciaweb c’è stata anche la possibilità di sperimentare e di studiare degli aspetti di una campagna elettorale che non sempre vengono presi in considerazione nei sondaggi”.
Ad esempio?
“L’analisi delle candidature femminili, tanto per citare un aspetto senza spoilerare il resto. Noi viviamo di ricerca, quindi più cose interessanti riusciamo a studiare e meglio è”.
Sondaggio Istituto Piepoli – Elezioni comunali Viterbo – Il voto per i partiti – Clicca sull’immagine per leggere i dati
Nella realizzazione del sondaggio, il direttore Carlo Galeotti è stato l’interfaccia tra la testata e l’istituto Piepoli. Come è stato lavorare con un direttore di giornale che ha una formazione soprattutto logico-scientifica che lo differenzia molto rispetto ad altri direttori di testata con cui avete lavorato?
“Carlo Galeotti è una persona brillante e di cultura. E lavorare con le persone competenti è sempre una cosa straordinariamente piacevole. In più lui ha una passione per le materie scientifiche che abbiamo scoperto andando avanti nella collaborazione di lavoro. E questo è stato un altro punto di contatto che è stato piacevole scoprire”.
Quanto è importante, per una testata non nazionale ma che incide su importanti realtà territoriali, realizzare un sondaggio elettorale oppure sondaggi sull’andamento delle amministrazioni locali?
“A prescindere dal fatto che questo sia il nostro mestiere, sono convinto del fatto che questa sia una direzione positiva da pretendere. Se in ogni comunità ci fosse l’abitudine a fare indagini che misurino il sentimento dell’opinione pubblica, sarebbe un vantaggio per tutti. Un vantaggio per l’opinione pubblica che, come dicevo prima, avrebbe uno specchio in cui guardarsi. Un vantaggio per l’amministrazione, che ogni tanto avrebbe uno strumento attraverso cui capire come migliorare la vita dei cittadini. Un vantaggio anche per gli organi di stampa locale che in questo modo possono costruire informazione. Infine, un sondaggio permette quella che si chiama la ‘misurazione della soddisfazione dei cittadini’ che è un’abitudine che ancora non tutti i comuni italiani hanno e che invece, molto probabilmente sarebbe un modo trasparente e aperto da parte dell’amministrazione per mettersi al servizio della città”.
Tusciaweb ha intenzione in futuro di fare sondaggi non solo sulle elezioni ma anche nei contesti in cui agisce, come Viterbo, Civitavecchia e il centro Italia nel suo insieme. Cosa ne pensa?
“I sondaggi sono più importanti fuori dal contesto elettorale. E sarebbe utile poterlo fare con una certa cadenza, anche quando non ci sono tornate elettorali in arrivo. Questo per fotografare, ad esempio, il modo con cui gli abitanti di una comunità stanno vivendo un periodo piuttosto che un altro. A prescindere dalla politica e dal voto. E’ come prendersi la temperatura o misurarsi la pressione. Non c’è niente di male a farlo. Anzi, se qualcuno lo fa prende una buona abitudine e magari, se c’è un piccolo problema, si può intervenire prima che diventi grosso”.
Come valuta nel suo complesso l’esperienza con Tusciaweb e del sondaggio in generale?
“La valuto molto positivamente. Sia per gli interlocutori che ho avuto, e che sto continuando ad avere, sia perché è appassionante seguire una campagna elettorale come quella di Viterbo che, forse, è cominciata un po’ tardi, e questo è un piccolo elemento non del tutto positivo, ma che comunque non toglie nulla alla campagna elettorale di un grande comune come Viterbo che conoscono tutti”.
Daniele Camilli
Articoli: Allegrini, Frontini, Troncarelli le prime tre in fatto di fiducia – Vuoi chiudere il centro storico? Beh veramente mica tanto… di Guido da Montefeltro – Fratelli d’Italia primo partito in città. Secondo il Pd. Terzi quelli di Viterbo 2020 di Carlo Galeotti – Prima sindaca a palazzo dei Priori e la corsa sarà a tre… di Carlo Galeotti – Chi può vincere le elezioni a Viterbo? Arriva il primo sondaggio firmato Istituto Piepoli di Carlo Galeotti
Che cosa è l’Istituto Piepoli
Istituto Piepoli è un’azienda a capitale esclusivamente italiano, composta da un gruppo di ricercatori senior di esperienza pluriennale, provenienti da differenti culture: economisti, informatici, ingegneri, psicologi, sociologi, statistici, filosofi, che utilizzano tecniche e metodologie di ricerca che si rifanno a standard internazionali. Ha compiuto nel 2015 i primi 50 anni di attività ed è da sempre pioniere delle ricerche di marketing.
Negli anni ‘90 ha importato in Italia Exit Poll e proiezioni elettorali. Inoltre ha progettato e diretto i primi monitoraggi di customer satisfaction, utilizzando device di propria creazione e contribuendo alla crescita della qualità di servizi pubblici e privati.
Nel primo ventennio di questo secolo, Istituto Piepoli ha incrementato la propria attività nel campo del marketing specializzandosi in ricerche in tempo reale e in sondaggi nazionali e internazionali (grazie al network The Research Alliance) e nei sondaggi web.
SCHEDA METODOLOGICA
Data Field: tra il 5 e il 12 maggio 2022
Metodologia: interviste telefoniche con metodo C.A.T.I. (Computer Assisted Telephone Interviewing) effettuate da intervistatori professionisti.
Campione: Le interviste si sono svolte su un campione di 400 individui. Campione rappresentativo della popolazione maggiorenne residente nel Comune di Viterbo segmentato per sesso e classe di età.
Norme: Il presente sondaggio è stato eseguito rispettando il codice deontologico ASSIRM ed ESOMAR.
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