Sport – Calcio – Monterosi – Il presidente Luciano Capponi
Monterosi – E’ quasi ora di pranzo e Luciano Capponi risponde al telefono dalla sua villa di Monterosi. Nel piccolo comune splende il sole, così come sul Monterosi Tuscia che ha appena concluso una stagione entusiasmante.
“Sbrighiamoci, mi aspetta un piatto di bucatini all’amatriciana” scherza il presidente del club viterbese, che si concede alle domande e traccia un bilancio della prima annata in serie C.
Da neopromossa la squadra guidata da Leonardo Menichini (subentrato a David D’Antoni) ha chiuso al nono posto, centrando i playoff e sorprendendo tutti specialmente nel girone di ritorno: in 18 partite, esclusa quella col Catania, i biancorossi hanno totalizzato ben 31 punti che corrispondono al quinto rendimento del girone a ridosso di Bari, Catanzaro, Palermo e Avellino. Senza dimenticare che tra le 12 squadre provenienti dalla serie D, tra promozioni e ripescaggi, i viterbesi sono quelli che hanno ottenuto il miglior piazzamento finale.
Non male per una squadra partita per salvarsi e che domenica dopo domenica ha acquisito sempre più rispetto da avversari e addetti ai lavori, tanto da meritarsi una serie di appellativi tipici delle neopromosse che finiscono per fare bene: ammazza grandi, cenerentola e matricola terribile.
Luciano Capponi, qual è il nome giusto per questo Monterosi Tuscia?
“Fantasy. Una favola”.
Com’è stata, da presidente, la prima stagione in serie C?
“Terrificante, agghiacciante, difficile, direi quasi impossibile. L’inserimento in una realtà professionistica riduce il senso del calcio allo 0,1% mentre il rimanente è la follia della burocrazia tra realtà amministrative, avvocati, collaboratori, Covisoc, procura federale e chi più ne ha più ne metta. Il mondo il calcio è diventato una guerra quando dovrebbe essere solo un gioco”.
Esiste una soluzione per invertire la marcia?
“Speriamo. Sono entrato molto umilmente e sempre molto umilmente nei prossimi anni cercherò di fare qualcosa”.
Parliamo di calcio giocato. Aveva previsto un’annata del genere?
“Non se lo aspettava quasi nessuno ma io sì. Chi mi conosce sa che faccio cose particolari e tra le tante, a giugno, ho scritto un bigliettino con la mia previsione. Ho sbagliato solo di due punti, visto che ho scritto 53”.
L’obiettivo è migliorare ancora?
“Certo. Vengo dalla Terza categoria e da presidente del Monterosi Tuscia ho vinto sei scudetti. Quando parlavo di serie C, qualche anno fa, mi prendevano per matto. Ora parlo di serie B e non sorridono più…”.
Cosa manca, oltre ai soldi, per tentare il grande salto?
“Forse solo quello. Purtroppo non abbiamo sponsor e i soci che ci hanno aiutato non sono più in grado di sostenerci. La situazione è complicata. Per il resto ci siamo, una delle mie caratteristiche è la capacita di sognare e molto spesso i sogni si avverano”.
Sport – Calcio – Monterosi – Il presidente Luciano Capponi
Vado in ordine sparso: Adamo, Rocchi, Borri, Borghetto prima e Alia poi, Costantino e Verde. Avete valorizzato tanti calciatori, rimarranno tutti?
“La maggior parte. Il progetto prevede di mantenere l’ossatura portante della squadra che ha da poco concluso la stagione più quattro o cinque innesti di livello. Partiranno solamente i giocatori richiesti dalla serie B che saluteremo con affetto e soddisfazione”.
Resta anche Menichini?
“Sull’allenatore abbiamo tre ipotesi. Chiamiamole ipotesi A, B e C. La prima è la migliore, la seconda è media e la terza è deprimente. Speriamo di riuscire a confermare l’ipotesi A o al massimo la B. Menichini è una persona valida”.
Pensa che il Monterosi Tuscia verrà spostato in un altro girone?
“Meritavamo il girone B anche l’anno scorso. E’ un raggruppamento molto più morbido rispetto all’inferno dove siamo stati catapultati. Il tutto per favorire l’Olbia. Bari, Palermo, Catanzaro, Foggia e Avellino, solo per fare alcuni nomi: è quasi una serie B. Mi batterò per lo spostamento in uno degli altri due gironi”.
Con la cessione della Viterbese, e la conseguente mancanza di un interlocutore diretto, state pensando a un altro stadio per la prossima stagione?
“La questione è tutta farlocca perché Romano non ha assolutamente intenzione di andarsene. Poco tempo fa abbiamo ricevuto una lettera del comune di Monterosi che si impegna a mettere a posto lo stadio comunale e e nel frattempo, qualsiasi cosa succeda a Viterbo, potremmo avere una deroga per giocare al Rocchi. A tal proposito, tra qualche giorno chiariremo qualche aspetto sull’affitto dello stadio di Viterbo”.
Avete portato avanti molte iniziative, come quella in cui avete fornito materiale tecnico alla Blue star. Siete soddisfatti?
“Assolutamente si. Il nostro motto è ‘No fair, no play’ e riguarda un’etica legata a come fare il calcio in maniera vera. Il testimonial è Gianfranco Zola e con lui abbiamo organizzato parecchie iniziative. La necessità principale è quella di lavorare bene con le scuole calcio”.
Parlando di settore giovanile, quello del Monterosi Tuscia è molto apprezzato. Ci punterete anche in futuro?
“Basti pensare che la nostra è l’unica scuola calcio in perdita. Oltre a pagare istruttori all’altezza, per ogni categoria abbiamo un responsabile che controlla gli istruttori e il loro lavoro quotidiano. I giovani, non solo nel calcio, sono tutto. La risposta alla sua domanda non è sì ma sì, sì e ancora sì”.
Samuele Sansonetti
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