Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il Decreto Legislativo 65 del 2017 ha previsto la costituzione dei cosiddetti Poli per l’infanzia, che accolgono in un unico luogo fisico percorsi educativi del segmento 0-3 (nido) e 3-6 (scuola dell’infanzia). Questo per andare a creare un unico sistema formativo da 0 a 6 anni, con una condivisione di spazi, servizi e risorse.
Questa prospettiva richiede un coordinamento tra stato, regione, ente locale, enti pubblici e privati per la sua attuazione e che necessita di un confronto e di una sinergia tra i soggetti impegnati nell’educazione dei bambini, per poter rinnovare le pratiche educative al servizio dell’infanzia.
Il potenziamento delle politiche educative e la realizzazione di poli per l’infanzia devono essere sostenuti da una condivisione delle responsabilità e da una regia da parte delle istituzioni pubbliche che ne garantiscano la fattibilità anche finanziaria.
Proprio in questa fase delicata della vita nazionale post-pandemia, in cui le disuguaglianze sono evidentemente in aumento, è necessario l’impegno di tutti i livelli istituzionali per attuare un sistema integrato 0-6, che sia di riferimento e sostegno per le famiglie e per il territorio.
Affinché sia effettivamente riconosciuto il diritto all’educazione e all’istruzione, la prossima amministrazione comunale dovrà farsi promotrice della costituzione di un polo formativo per l’infanzia, poiché la crescita del bambino non è più soltanto una questione privata, della famiglia, ma deve essere un impegno che coinvolge tutta la società, affinché ciascun bambino, a prescindere dal contesto sociale e culturale di origine e dalle proprie caratteristiche intrinseche, possa beneficiare delle migliori condizioni di vita possibili.
Paola Bugiotti
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY