Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Quando a Ravenna in occasione di un cerimonia Mussolini consegnò una medaglia ad Ettore Petrolini per la sua attività artistica, il popolare attore rispose “Me ne fregio”. Un coraggio da leone che il capo del fascismo apprezzò con una smorfia di sorriso.
Petrolini aveva la capacità di “deridere” e di coniare aforismi e battute lampo che nei primi anni del Novecento fecero la fortuna di “Gastone”, “Nerone”, “Chicchignola” ed altri personaggi del suo vasto repertorio di uomo mite e generoso cui s’addossa la colpa di essere morto troppo giovane (nel 1936 a 52 anni) e di non aver trovato nei media di allora e di oggi i meritati riscontri. Sulla discendenza aveva idee chiare. “Per me – diceva – ognuno discende le scale di casa sua”
Il “tu per tu” col pronipote Franco di ieri a palazzo Brugiotti in uno dei fortunati Pomeriggi Touring (promossi dal Touring Club ed ospitati dalla Fondazione Carivit) ha svelato una serie di particolari e curiosità sul popolare attore-cabarettista, inquadrati spesso nella sua Ronciglione dove tornava volentieri per ritrovare parenti ed amici. La sua famiglia – originaria di Maresca nelle colline del Pistoiese – alla fine dell’Ottocento si era trasferita a Roma per meglio soddisfare le richieste di manufatti in ferro, la specialità della ditta.
A Ronciglione Petrolini ha appreso taluni fondamentali della commedia dell’arte (grazie anche al Carnevale) e modi e atteggiamenti, poi riversati e deformati sul palcoscenico o nei film.
Apprendiamo anche che nel 1903 si è esibito a Viterbo (da Schenardi e a Pratogiardino), che è stato uno dei pochi attori ad essere stato invitato a Parigi dalla “Comedie francaise”, di essere stato additato addirittura come il migliore attore del mondo, di aver composto vari motivi tra cui la canzone “Tanto pe’ cantà” con note accattivanti e parole di incredibile saggezza. E pensare che a Roma non si è riusciti ad organizzare un museo su Petrolini, ad intitolargli un teatro, a tributargli le attenzioni che si meritava. Ma lui se ne “fregiava” e volle essere messo nella bara col frac.
Le sue doti di drammaturgo sono state riprese da Rino Galli che ha ricordato quanto sia difficile far ridere, se non altro perché occorre il consenso di altri. E si fa ridere anche con il silenzio. Nella seconda parte dell’incontro il numeroso pubblico presente ha potuto visionare alcuni spezzoni di gag e film come “Gastone” e “Nerone”, eterni cavalli di battaglia.
Al termine dell’incontro Franco Petrolini ha consegnato a Vincenzo Ceniti promotore dei Pomeriggi Touring una foto incorniciata con dedica. Il prossimo appuntamento è venerdì 27 maggio con Haendel a Vignanello. Ce ne parlano Barbara Aniello e Roberta Aniello.
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