Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Marzo 2021. Mia madre, R.F. di 86 anni, con la richiesta del medico di base prenota al Cup di Viterbo una visita fisiatrica per disturbi osteo articolari diffusi. Prima data disponibile 25 febbraio 2022.
25 febbraio 2022. La visita viene effettuata all’ospedale di Montefiascone dal dottor Monastero che le prescrive dieci sedute di ultrasuoni più dieci applicazioni di Tens più dieci sedute di massoterapia.
Mia madre si reca al Poliambulatorio Calamita di Viterbo, convenzionato con il Servizio sanitario regionale, per procedere con la prenotazione delle suddette terapie: le comunicano che non è possibile effettuare le terapie prescritte in convenzione.
Il giorno seguente ci rechiamo al Cup situato alla Cittadella della Salute di Viterbo, dove ci danno indicazione di contattare il numero 07613391 per prendere appuntamento oppure recarci personalmente a Belcolle.
Ci rechiamo allo sportello Cup di di Belcolle, la dipendente che ci accoglie ci consegna un elenco cartaceo “Rete della riabilitazione” con una serie di strutture convenzionate da contattare personalmente per prendere appuntamento.
Siamo a maggio del 2022, mia madre non è ancora riuscita ad usufruire delle terapie necessarie, in quanto pur avendo contattato una delle strutture indicate nell’elenco (nello specifico ospedale di Montefiascone, la più vicina logisticamente), non abbiamo avuto ancora indicazione sulle date disponibili.
Il caso di mia madre è un esempio per denunciare come l’accessibilità alle cure erogate dal servizio sanitario regionale stia diventando sempre più difficile, sia in merito alle tempistiche sia alla logistica, visto che la città di Viterbo non eroga nemmeno delle semplici terapie fisioterapiche.
Sono andata anche al tribunale del malato e al Urp senza risultato.
Maria Vittoria Bachini
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