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Roma - Papa Francesco: “Il presidente ungherese Orban mi ha detto che nei piani dei russi finirà tutto il 9 maggio”

“Sono pronto a incontrare Putin a Mosca, non mi ha risposto e sto insistendo”

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Papa Francesco

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Roma – “Sono pronto a incontrare Putin a Mosca, non mi ha risposto e sto insistendo”.

A dirlo in un’intervista al Corriere della sera è papa Francesco, parlando della guerra in Ucraina.

“Il primo giorno di guerra ho chiamato il presidente ucraino Zelensky al telefono, Putin invece non l’ho chiamato. L’avevo sentito a dicembre per il mio compleanno ma questa volta no, non ho chiamato – ha spiegato il pontefice -. Ho voluto fare un gesto chiaro che tutto il mondo vedesse e per questo sono andato dall’ambasciatore russo. Ho chiesto che mi spiegassero, gli ho detto ‘per favore fermatevi’. Poi ho chiesto al cardinale Parolin, dopo venti giorni di guerra, di fare arrivare a Putin il messaggio che io ero disposto ad andare a Mosca. Certo, era necessario che il leader del Cremlino concedesse qualche finestrina. Non abbiamo ancora avuto risposta e stiamo ancora insistendo, anche se temo che Putin non possa e voglia fare questo incontro in questo momento. Ma tanta brutalità come si fa a non fermarla? Venticinque anni fa con il Ruanda abbiamo vissuto la stessa cosa”.

“Ma io sento che non devo andare. Io prima devo andare a Mosca, prima devo incontrare Putin – ha aggiunto papa Francesco -. Ma anche io sono un prete, che cosa posso fare? Faccio quello che posso. Se Putin aprisse la porta… Un’ira che non so dire se sia stata provocata, ma facilitata forse sì. Non so rispondere, sono troppo lontano, all’interrogativo se sia giusto rifornire gli ucraini. La cosa chiara è che in quella terra si stanno provando le armi. I russi adesso sanno che i carri armati servono a poco e stanno pensando ad altre cose. Le guerre si fanno per questo: per provare le armi che abbiamo prodotto”.

“Orban, quando l’ho incontrato mi ha detto che i russi hanno un piano, che il 9 maggio finirà tutto – ha rivelato ancora Bergoglio -. Spero che sia così – aggiunge – così si capirebbe anche la celerità dell’escalation di questi giorni . Perché adesso non è solo il Dondass, è la Crimea, è Odessa, è togliere l’Ucraina il porto del Mar Nero, è tutto. Io sono pessimista, ma dobbiamo fare ogni gesto possibile perché la guerra si fermi”.

“L’Italia sta facendo un buon lavoro – afferma il Pontefice -. Il rapporto con Mario Draghi è buono, è molto buono. Già in passato, quando era alla Banca centrale europea, gli ho chiesto consiglio. È una persona diretta e semplice”.


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3 maggio, 2022

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