Viterbo – Ci sarà un ritocco all’insù, determinato un po’ dall’aumento del costo del conferimento in discarica, che la regione Lazio ha riconosciuto a Ecologia Viterbo, e un po’ dal quantum di spesa che riguarda i servizi covid, che l’Arera ha stabilito di caricare sulla tariffa. Signori, la Tari.
Il costo del piano economico e finanziario della gestione del servizio di raccolta rifiuti, attualmente in capo a Viterbo ambiente, è già determinato fino ai prossimi tre anni: sarà di 12 milioni 399.738 euro nel 2022, di 12 milioni 570.853 nel 2023, di 12 milioni 744.330 nel 2024 e di 12 milioni 920.201 nel 2025. Così ha deliberato il commissario Antonella Scolamiero, avvalendosi dei poteri del consiglio comunale, con cui ha approvato il bilancio anche in via definitiva.
Per l’anno in corso palazzo dei Priori ha calcolato di scalare dal totale 49.510 euro, ovvero i contributi del Miur in favore delle istituzioni scolastiche, e 304.927 dal recupero dell’evasione sulla tariffa relativa al 2021. Si arriverà così a dover coprire una cifra di 12 milioni 45.301 euro. Nel 2021 era di 11 milioni e 116.118,53 ma da quella iniziale da 12 milioni 230.953 erano stati sottratti, oltre al contributo Miur (53.359) e recupero evasione 2020 (130 mila), a calmierare c’erano altre due voci consistenti sul covid: 640 mila euro di contributo del ministero dell’Interno e poco più di 290 mila vincolato per agevolazioni Tari.
Ecco dunque quanto si andrà a pagare, a cominciare dalle famiglie. C’è una quota fissa di 1,04 euro al metro quadrato, valida per tutti, cui va aggiunta una variabile, diversa a seconda della grandezza del nucleo famigliare: 87,04 euro l’anno per quelle da un componente, che diventano 156,67 per le famiglie da due, 200,19 per quelle da tre, 261,12 dove è formata da quattro persone, 313,35 se è da cinque, fino alla quota massima di 356,87 per sei o più persone. Quota quest’ultima – sia fissa, sia variabile – che è identica per i bed & breakfast.
Un confronto con quanto si pagava nel 2o21? Il riferimento è una famiglia di tre persone in una casa di 100 metri quadrati: il costo passa dai 269 euro dello scorso anno a 304,19. La quota fissa al metro quadrato era infatti superiore (1,68 contro 1,04), ma quella variabile era molto inferiore (101,62 a fronte degli attuali 200,19). Peggio ancora per una famiglia di 5 persone in una casa di 130 metri: si passa da 377,46 euro a 448,55.
Tornando alle tariffe 2022, così le utenze non domestiche. Ogni categoria di attività ha infatti la sua quota fissa al metro quadro e variabile, come musei, biblioteche, scuole, associazioni e luoghi di culto (0,83 e 1,19 euro), cinema e teatri (0,89 e 1,27), campeggi, distributori di benzina e impianti sportivi (1,16 e 1,71), banche (2,50 e 3,55), negozi di abbigliamento, librerie e ferramenta (2,90 e 3,94), edicole, farmacie e tabaccai (2,79 e 3,94), attività artigianali come parrucchiere ed estetiste (2,90 e 3,30), carrozzerie (1,35 e 1,80), ristoranti, pub e pizzerie (5,42 e 8,40). bar e pasticcerie (4,74 e 6,76) e discoteche (1,43 e 2,04).
La tariffa potrà essere saldata in soluzione unica entro il prossimo 30 novembre, oppure in cinque rate, con scadenze il 31 luglio e 30 settembre 2022, e poi 31 gennaio e 28 febbraio 2023.
Massimo Chiaravalli
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