![]() Il ministro del turismo Massimo Garavaglia e il sottosegretario alla cultura Lucia Borgonzoni, intervenuti uno con un videomessaggio e l’altra in collegamento |
Roma – “La cosa eccezionale di questo master è che per la prima volta sono insieme il privato, vulcanico, e il pubblico, che risponde con tempi normalmente non propri della politica. Limitando la burocrazia, che non porta nulla, e collaborando”. Dominga Cotarella sul master in turismo sostenibile ha messo la faccia e la firma, con l’Accademia Intrecci, la prima al mondo a occuparsi di alta formazione del personale di sala. Ma è una firma a due mani, perché il secondo protagonista è la Luiss business school, che ospiterà la prima parte del master con le lezioni nella sede di villa Blanc, a Roma, per poi proseguire con il periodo di formazione nella casa dei futuri manager della ristorazione e di sala, a Castiglione in Teverina, portata avanti da Dominga insieme alle sorelle Marta ed Enrica.
Il master in ‘Management delle imprese culturali e creative – Major in turismo sostenibile, strategie e tecniche di destination management per lo sviluppo e la valorizzazione dei territori’, al via a ottobre, è stato presentato ieri proprio a villa Blanc, con tanti ospiti di primo piano. A fare gli onori di casa, il presidente della Luiss business school, Luigi Abete. “L’iniziativa – ha detto – è già descritta molto bene nel titolo, che riporta tre cose: cultura, turismo e sviluppo del territorio. A cui si aggiungono le competenze, da creare perché unifichino le conoscenze e le esigenze di questi tre segmenti. Il turismo è il mercato dei cittadini che vogliono conoscere, visitare. È il mercato più universale e globale che c’è e noi dobbiamo mettere insieme domanda turistica e offerta culturale sul territorio. Per questo serve una fase due del Pnrr. L’esperimento è importante perché se funziona potremmo replicarlo altrove. Ci riusciremo? Noi ci proviamo, perché chi non ci prova è difficile che ci riesca”.
Il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, ha voluto inviare un videomessaggio, assicurando che si sta lavorando alla soluzione del problema che tocca le guide turistiche, un mondo dove “i giovani non possono entrare perché è tutto fermo, ma siamo riusciti a trovare un’intesa. C’è bisogno di competenze specifiche per il territorio e di una certificazione nazionale unica. Occorre investire molto sulla figura del turista, che è cambiata. Insomma, abbiamo un lavoro bello ed enorme da fare insieme”.
Videosaluto, ma in collegamento, anche per il sottosegretario alla cultura, Lucia Borgonzoni, prima di aprire la tavola rotonda sulle competenze per il turismo culturale. Con cavalieri di un certo peso: il sottosegretario alle Politiche agricole Gian Marco Centinaio, l’assessore al turismo della regione Lazio Valentina Corrado, la sua omologa alla regione Umbria Paola Agabiti, in video insieme al collega di giunta, con delega alle politiche agricole, Roberto Morroni, e la presidente di Federturismo Confindustria, Marina Lalli. A moderare il confronto, Matteo Caroli, associate dean for internationalization della Luiss business school, nonché membro della direzione scientifica del master insieme a Dominga Cotarella.
Alla quale è spettata di diritto la chiusura della presentazione. “Ho avuto la fortuna di nascere in una famiglia straordinaria – ha spiegato – dove il vino è certamente protagonista, ma io e le mie sorelle Marta ed Enrica siamo curiose: siamo sicure che è quello l’unico mondo cui dedicare il nostro interesse, ci siamo chieste? No, non lo è”.
È così che è nata Intrecci. “Ci perdoneranno i romani: a Roma sarebbe stato più semplice – ha proseguito Cotarella – ma abbiamo voluto provare a far nascere l’accademia in un piccolo borgo, per farlo essere protagonista: Castiglione in Teverina, nella Tuscia, al confine con un territorio che amiamo moltissimo”. E da lì, un passo alla volta, si è arrivati all’idea del master. “Caroli mi ha detto: mettiamo insieme l’esperienza di Luiss e l’arte del servire. E’ importante chi ci accoglie, fa la differenza – ha commentato ancora – non potevamo quindi non mettere la parte manageriale. Dobbiamo invogliare i ragazzi e essere curiosi e orgogliosi del proprio territorio. Chi è nato nella Tuscia e la vive ne è innamorato, bisogna aumentare le competenze manageriali per trasformare tutto in crescita economica”.
L’unione tra pubblico e privato dunque è servita. Ed ecco cosa sarà in grado di produrre: competenze. “Io come impresa ne ho bisogno: la mia impresa probabilmente prenderà chi esce dal master. Ma anche i comuni hanno bisogno di competenze”.
Infine un grazie a Francesca Caproni, direttrice del Gal Trasimeno – Orvietano, “che sarà con noi nel master – ha concluso Dominga Cotarella – e lo promuoverà”.
Massimo Chiaravalli
– Matteo Caroli: “La volontà è dare voce ai borghi, le ricadute sul territorio saranno importanti”
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