Viterbo – Otto secoli di storia e due anni di fermo per il Covid. Torna la processione del Santissimo Salvatore organizzata dal comitato che fa capo alla chiesa di Santa Maria Nuova nel centro storico di Viterbo. La chiesa con gli affreschi del Trecento, il pulpito da cui parlò San Tommaso e l’icona del Salvatore. Quella che venne trovata nel 1283 da due contadini nelle campagne di Castel d’Asso e da allora portata in processione per le vie di Viterbo.
Appuntamento, sabato 7 maggio alle 18. Partenza dalla chiesa di San Pellegrino. “Per garantire pienamente – fanno motare gli organizzatori – il rispetto della normativa anti Covid”.
A mouoversi saranno 20 corporazioni e un centinaio di figuranti. In mezzo, l’icona del Salvatore su un carro trainato da buoi. Con loro anche due scuole e un’associazione.
Questa mattina la conferenza stampa nel chiostro longobardo della chiesa di Santa Maria Nuova. Seduti sulle sedie, lungo il corridoio laterale del chiostro per ripararsi dalla pioggia, don Mario Brizi e Alessandra Cortese, che con il comitato del Santissimo Salvatore organizzano la processione da diversi anni. Con loro ci sono l’associazione Eta Beta, la scuola paritaria San Giovanni e il liceo classico. Gli alleati di quest’anno. Parte integrante di un’impresa, e al tempo stesso una sfida che, partita dal nulla e con risorse che restano ancora poche, ha tutelato un’antichissima tradizione cittadina portandola anchr a candidarsi per diventare patrimonio Unesco.
“Una processione antichissima – ha spiegato don Mario -. Un corteo storico che porterà in strada le antiche corporazioni medievali di Viterbo. I lavoratori che garantivano lo sviluppo economico della città secoli fa”.
La processione partirà alle 18 di sabato. Il corteo muoverà dalla chiesa di San Pellegrino. Da qui raggiungerà la chiesa di Santa Maria Nuova dove prenderà l’icona del Santissimo Salvatore per portarla in processione. Da piazza Gargiuli fino, per le vie del centro storico, a piazza del Plebiscito dove verrà accolta dalla commissaria straordinaria Antonella Scolamiero per il saluto da parte del comune. Infine, il ritorno alla chiesa di Santa Maria nuova per la messa e la bendizione del vescovo Lino Fumagalli.
“Partecipano alla processione un centinaio di persone in tutto – ha sottolineato Cortese – tra figuranti, tamburini e persone che portano il gonfalone. Gli abiti rappresentati vanno dal 1200 al ‘400, realizzati cercando di rispettare al massimo il contesto storico. Gli stendardi sono stati invece disegnati da Silvia Trenta”.
“Novità di quest’anno – ha concluso Alessandra Cortese – è la partecipazione di due scuole e dell’associazione Eta Beta con i loro ragazzi e ragazze che prenderanno parte al corteo tra i figuranti. La processione di quest’anno è infine dedicata a Santino Pini, organista ufficiale di Santa Maria Nuova che per tutta la sua vita ha partecipato alla devozione del Santissimo Salvatore”.
Daniele Camilli
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