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Viterbo - Il responsabile della diocesi ha incontrato il presidente del centro culturale islamico Mohammed Kdib ieri mattina durante la preghiera per la festa di fine Ramadan - FOTO

Il vescovo Lino Fumagalli: “Il Corano è un invito costante alla pace e alla fraternità tra i popoli”.

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Il Corano è un invito costante alla pace e alla fraternità tra i popoli. Un invito a valorizzare gli aspetti positivi degli altri. Solo una lettura deviante ne fa uno strumento di violenza e sopraffazione. Il Corano è invece indicazione di rispetto, accoglienza e solidarietà. Solo così possiamo costruire un mondo migliore”. Le parole sono del vescovo di Viterbo Lino Fumagalli che ieri mattina, ai campetti sportivi di Meschini a Santa Barbara, assieme al presidente del centro culturale islamico di via Garbini, Mohammed Kdib, hanno scritto una pagina di storia di questa città. Il giorno di Eid, la fine del Ramadan, 2 maggio 2022.

Almeno un migliaio le persone che hanno preso parte alla preghiera che chiude i 30 giorni di digiuno. Musulmani arrivati da tutta la Tuscia. Dall’Asia, dall’Africa e dai Balcani. Da Canino, Montalto, Viterbo. Dalle campagne e dai cantieri. Operai, braccianti, badanti. Con i loro figli. La seconda generazione.


Viterbo - Lino Fumagalli e Mohammed Kdib

Viterbo – Il vescovo Lino Fumagalli e Mohammed Kdib del Centro culturale islamico


“E’ un grande piacere avere con noi il vescovo di Viterbo – lo ha accolto così Mohammed Kdib -. Lavoriamo per il dialogo con le altre religiosi e la comunità viterbese. Per noi questo di oggi è un incontro importantissimo”.

La comunità islamica nella Tuscia si aggira attorno alle 12 mila persone, 3 mila solo a Viterbo dove ci sono due centri culturali. Uno in via Garbini, che ha organizzato la preghiera di ieri e organizza tutte le festività islamiche sul territorio, e l’altro al Murialdo.


Viterbo - La festa per la fine del Ramadan

Viterbo – La festa per la fine del Ramadan


“Mi fa piacere condividere questo momento forte del vostro cammino – ha esordito Fumagalli -. Un momento che vi fa riscoprire la vostra identità e la ricchezza che rappresentate. E’ bello incontrarsi e scambiarsi opinioni, le ricchezze che ciascuno porta con sé. Perché siamo tutti chiamati a impegnarci per un mondo migliore, anche in forza della nostra appartenenza religiosa. Per la pace e la solidarietà. E questo può avvenire solo nel rispetto reciproco della propria identità”.


Viterbo - Alessandra Troncarelli, Mohammed Kdib, Lino Fumagalli ed Enrico Panunzi

Viterbo – Alessandra Troncarelli, Mohammed Kdib, Lino Fumagalli ed Enrico Panunzi


Ad accompagnare il vescovo, il portavoce e responsabile della comunicazione della diocesi don Emanuele Germani. Ci sono anche Arci, Chiara De Carolias della Casa dei diritti sociali, il consigliere regionale Enrico Panunzi e l’assessora alle politiche sociali Alessandra Troncarelli.

“La fine del Ramadan – ha commentato Troncarelli – è un momento importante non solo per la comunità islamica di Viterbo, ma per tutta la città. Il rispetto delle religioni e tra religioni, sul rispetto delle culture e delle loro espressioni deve essere un elemento fondamentale di ogni società. Come la solidarietà e la pace”.


Viterbo - Il vescovo Lino Fumagalli con la comunità islamica per la festa di fine Ramadan

Viterbo – Il vescovo Lino Fumagalli con la comunità islamica per la festa di fine Ramadan


Ci sono poi il direttore della Caritas diocesana Luca Zoncheddu e il segretario generale della Uila, il sindacato dei braccianti agricoli, Antonio Biagioli. Centro culturale islamico e Caritas hanno collaborato durante la fase più dura della pandemia intrecciando più volte le proprie reti di assistenza cittadina soprattutto all’interno del centro storico e lungo tutte le periferie viterbesi raggiungendo con la loro assistenza lavoratori in cassa integrazione, persone licenziate e chi aveva solo il permesso di soggiorno. 


Viterbo - Il vescovo Lino Fumagalli con la comunità islamica per la festa di fine Ramadan

Viterbo – Il vescovo Lino Fumagalli con la comunità islamica per la festa di fine Ramadan


Uila e centro culturale islamico stanno invece avviando una collaborazione per aprire uno sportello di informazione sui diritti dei lavoratori agricoli che, assieme agli operai, rappresentano la componente principale tra i lavoratori islamici. Bracciantato agricolo che lavora nelle campagne della Tuscia formato ormai per oltre il 50% da lavoratori di origini straniere. Con problematiche sociali, come quelli abitativo e di assenza di spazi culturali, diventati col tempo strutturali.


Viterbo - Il vescovo Lino Fumagalli con la comunità islamica per la festa di fine Ramadan

Viterbo – Il vescovo Lino Fumagalli con la comunità islamica per la festa di fine Ramadan


“Nel nostro mondo europeo – ha poi aggiunto il vescovo Lino Fumagalli – c’è la tendenza a far sì che la nostra identità cristiana venga quasi annullata in nome di un principio di uguaglianza generale. Ma se ciascuno di noi perde la propria identità, allora non si dialoga più e non ci si incontra più. Non si cresce più. Perché ogni identità forte, come l’Islam, diventa ricchezza nella misura in cui ci si incontra, si collabora e si trova una via comune per il bene di tutti. Momenti come questi sono il segno che, se siamo d’accordo nel rispetto ciascuno dell’identità dell’altro, allora siamo in grado di offrire una testimonianza di collaborazione che è preludio alla pace”.

Daniele Camilli


Fotogallery: L’incontro tra il vescovo Lino Fumagalli e Mohammed Kdib del centro culturale islamico 


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3 maggio, 2022

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