Giuseppe Conte a Viterbo
Viterbo – “Avete bisogno di un’amministrazione competente e senza tornaconti personali”. E’ l’invito rivolto da Giuseppe Conte dal palco del teatro di via Cavour a Viterbo alle persone venute ad ascoltrarlo. Più di 200 in tutto. Alcuni stavano anche fuori ad aspettarlo. Per un selfie o per complimentarsi rispetto ai suoi mandate da presidente del consiglio. Due in tutto, durante la pandemia, il momento più difficile per il paese, fino all’arrivo di Mario Draghi.
Giuseppe Conte a Viterbo
“Ci siamo presentati in più comuni in alleanza con il Pd. E siamo qui per sostenere Troncarelli ed Erbetti. Siamo venuti a sostegno di un progetto politico per la vostra città – ha aggiunto Conte –. E abbiamo deciso di metterci la faccia. Un progetto concreto che nasce dalla constatazione che a Viterbo c’è molto. Trovare nel mondo una cittadina con un centro medievale così esteso non è facile. Avete bisogno solo di un’amministrazione competente, senza tornaconti personali. Chi lavora per il proprio tornaconto personale va fuori. Se vinceremo daremo il nostro contributo per rendere la città ancora più accogliente. Dovete conservare gelosamente questo patrimonio. Viterbo non deve mai morire, teniamocela stretta”.
Giuseppe Conte a Viterbo
Conte è a Viterbo a sostegno della candidate sindaca Alessandra Troncarelli e del capolista del movimento 5 Stelle Massimo Erbetti. Con loro, sul palco del teatro, c’è anche la senatrice Alessandra Maiorino. Di fronte, I candidate di lista.
“È la prima volta che il Movimento 5 stelle ci viene incontro ad ogni livello. E questo – ha sottolineato Erbetti – è un grande segnale di cambiamento. Una trasformazione che sta avvenendo grazie a Conte che ha gestito il momento più difficile per il nostro paese, la pandemia da Covid”.
“La visita di Conte – ha poi aggiunto Troncarelli – è la dimostrazione di quanto sia importante la filiera istituzionale per portare a termine dei progetti. La politica, intesa come risposta ai bisogni dei cittadini, è sempre presente. Non solo durante le elezioni, ma da primja. E lo sarà anche dopo”.
Giuseppe Conte a Viterbo
Giuseppe Conte si è intrattenuto prima con i giornalisti per qualche battuta. L’argomento, è stato quello della Guerra in Ucraina, ripreso poi dal palco.
“Il movimento 5 Stelle è contrario all’invio di nuove armi in Ucraina, ma resta all’interno della maggioranza – ha dichiarato Conte prima del suo intervento pubblico -. Abbiamo detto no al riarmo – ha evidenziato poi dal palco – e all’invio di nuove armi in Ucraina. Ci hanno attaccato da tutte le parti, i folli eravamo noi. La Germania sta sbagliando. Sta nell’Unione europea e non può pensare di recuperare il tempo trascorso dalla seconda guerra mondiale con un riarmo da 100 miliardi di euro. Facciamo prima la difesa commune e la Germania investisse lì I suoi soldi. Per gli Stati Uniti il riarmo è una partita di giro vantaggiosa. Ma noi dobbiamo avere la capacità di far ragionare tutti come abbiamo fatto nel periodo più duro della pandemia. L’Italia deve essere in prima fila per condurre e indirizzare gli sforzi diplomatici. Le armi le abbiamo già mandate”.
Giuseppe Conte a Viterbo
Conte si è infine concentrato sulla situazione economica del paese. “Inflazione galoppante e materie prime che scarseggiano – ha spiegato l’ex presidente del consiglio –. Ci stiamo avvitando in una spirale regressiva. Il 12% dei lavoratori sono poveri, cioè che si dannano per lavorare accumulando la frustrazione di non riuscire a guadagnare per sopravvivere. Siamo il fanalino di coda in Europa per il potere d,acquisto salariale. I nostri salari sono rimasti gli stessi da decenni“.
Cosa serve per Conte e il movimento 5 stelle? “Serve il cuneo fiscale – risponde Conte – per rendere la busta paga dei lavoratori più pesante. L’extragettito va pensato per questo. Se le misure per fronteggiare questa situazione non intervengono subito, dopo, la stessa misura, non sarà più sufficiente. Inoltre, questa spirale, fra un po’, deprimerà i consumi, li schiaccerà. Per questo serve il cuno fiscal e accanto ad esso il salario minimo. Non permettiamo – ha concluso Giuseppe Conte – che le persone lavorino per 3-5 euro lordi l’ora”.
Daniele Camilli
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