Bolsena – Le prime infiorate, in Italia, risalgono al 1700. Da allora molti comuni, specialmente del centro, celebrano il Corpus Domini con la creazione di “quadri all’aperto” grazie all’utilizzo dei fiori di stagione.
Nella Tuscia uno dei casi principali è quello di Bolsena, città del Miracolo Eucaristico che sarebbe avvenuto nel 1263: durante una messa, nella Basilica di Santa Cristina, al momento della consacrazione l’ostia avrebbe sanguinato. Le reliquie sono conservate nella stessa basilica che proprio stamani è stata oggetto di visita da parte del cardinale Pietro Parolin, segretario di stato della Santa sede accompagnato nell’occasione dal sindaco Paolo Dottarelli.
Bolsena – L’infiorata
Dopo due anni di assenza causa Covid-19, il comune della Tuscia è tornato a celebrare la ricorrenza con la celebre infiorata. Partiti all’alba, i lavori sono proseguiti nell’arco della mattinata con la realizzazione dei mosaici di fiori che hanno colorato le vie e le piazze del centro storico. Tante le varietà di fiori utilizzati: ginestre, fiordalisi, acacia, papaveri, rose, “fojone”, veccia, ortensie, calendule, garofani e margherite. Tre invece i colori predominanti nelle composizioni: il giallo, il rosso e il verde.
Sempre in giornata, le messe alle 8, alle 10 e alle 11,30 nella basilica di Santa Cristina, l’esibizione del gruppo sbandieratori e musici città di Bolsena alle 16, la messa presieduta dal cardinale Mario Grech (impreziosita dai canti del coro polifonico di Santa Cristina) alle 17 e il passaggio della processione con il Santissimo Sacramento e la Sacra Pietra alle 18.
Samuele Sansonetti
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