Roma – “L’esecutivo non rischia perché l’interesse degli italiani è preminente in tutte le forze che lo sostengono. Durante la fase delle consultazioni avevo detto che questo governo non si fa senza i 5 stelle. E questa resta ancora la mia opinione”.
Mario Draghi
Così il presidente del consiglio Mario Draghi a margine della conferenza stampa che si è tenuta nel pomeriggio di oggi a Roma al termine del consiglio dei ministri. L’incontro con i giornalisti è stato indetto per parlare dell’approvazione avvenuta oggi di quelli che il premier ha definito “provvedimenti urgenti per sostenere il potere d’acquisto per le famiglie e aiutare le capacità produttive del paese davanti ai rincari energetici”. “Abbiamo prorogato anche per il prossimo trimestre l’azzeramento degli oneri generali di sistema per famiglie, negozi e piccole imprese – ha spiegato Draghi -. Abbattiamo poi l’Iva e rafforziamo il bonus sociale. Interveniamo inoltre per incrementare lo stoccaggio del gas naturale con la concessione di prestiti a imprese del settore e poi abbiamo approvato l’assestamento di bilancio per l’anno 2022”.
Draghi ha poi affermato che quelli appena passati “sono stati sette giorni molto intensi, sia sul fronte internazionale che nazionale. Intanto il governo ha raggiunto tutti i 45 obiettivi previsti dal Pnrr per questo semestre e il ministro dell’economia ha già inviato alla Commissione europea la richiesta per l’esborso di 24,1 miliardi di euro al lordo dell’anticipo che è stato già versato. L’italia ha rispettato tutte le scadenze del piano e questo è un segnale essenziale per la serietà e la credibilità del paese”.
“Il governo è inoltre al lavoro per intervenire contro la terribile siccità che ha colpito il nostro paese – ha aggiunto -. La crisi idrica ha due cause. La prima è il deficit di pioggia degli ultimi tre anni. Ma ci sono anche una serie di cause strutturali come la cattiva manutenzione dei bacini e la cattiva manutenzione della rete. Ci sono infatti dispersioni intorno al 30 per cento, mentre in altri paesi europei la dispersione è 6-8 per cento. Ci vuole sicuramente un piano d’emergenza e da lunedì siamo pronti ad approvare i piani d’emergenza delle regioni. Ma occorre anche predisporre un piano per ovviare alle carenze infrastrutturali”.
Rispondendo a una domanda di un giornalista sulla tenuta del governo alla luce degli ultimi contrasti con Giuseppe Conte, il premier ha riposto: “Il governo non rischia perché l’interesse degli italiani è preminente in tutte le forze che sostengono questo esecutivo. Ho sempre detto che il governo è stato formato per fare, questa è la condizione per cui esercita la sua azione. Durante la fase delle consultazioni avevo anche detto che questo governo non si fa senza i 5 stelle. E questa resta ancora la mia opinione”.
Rassicurazioni sulla tenuta dell’esecutivo sono arrivate anche dal leader del Movimento. Nell’incontro di ieri con il presidente della repubblica Mattarella, Conte, stando a quanto si apprende, avrebbe escluso l’uscita dei 5 stelle dal governo per passare a un appoggio esterno.
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