Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – Ieri pomeriggio in consiglio comunale la maggioranza di centrodestra ha messo fine alla gestione in-house di un bene essenziale come l’acqua aprendo la strada ai privati per l’ingresso in Talete con la modifica statutaria in società mista pubblico-privata.
Nonostante la mozione del 31 marzo 2015 con la quale, all’unanimità, il consiglio comunale si era impegnato a sollecitare l’attuazione della legge regionale 5 del 2014; la delibera n. 41 del 5 dicembre 2019 con la quale il consiglio comunale, all’unanimità, dava mandato al sindaco a votare contro ogni proposta di ingresso dei privati in Talete indicando alcune misure alternative per superare le criticità societarie e nonostante che con il referendum del 2011 i cittadini avevano espresso chiaramente la volontà che l’acqua sia pubblica, i partiti di centrodestra di Civita Castellana se ne sono completamente fregati ed hanno scelto la strada del privato.
Nella discussione in consiglio comunale, i sottoscritti consiglieri Valerio Biondi per il Movimento 5 stelle e Yuri Cavalieri per il partito della Rifondazione comunista abbiamo provato a far ragione i consiglieri di maggioranza illustrando una serie di elementi concreti per rigettare l’ultimatum “o ingressi dei privati o fallimento certo di Talete”.
Nonostante gli evidenti aspetti migliorativi rispetto a situazioni pregresse, e nonostante le proposte alternative messe in campo, non comprendiamo l’ultimatum dell’amministratore unico di Talete e, di conseguenza l’ultimatum tirato in ballo dalla maggioranza che vede nell’ingresso dei privati la soluzione di tutti o problemi societari e l’unica possibilità di fare investimenti. Come se il privato avesse decine di milioni di euro da regalare alla società per fare beneficenza e per fare l’interesse dei cittadini.
Valerio Biondi
Consigliere comunale Movimento 5 stelle
Yuri Cavalieri
Consigliere comunale Partito della Rifondazione comunista
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