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Viterbo - Il segretario provinciale Nsc, Giuseppe Mancuso: "Ogni giorno mettiamo a repentaglio la nostra vita, non lo facciamo per incoscienza né tanto meno per una medaglia al petto, lo facciamo perché crediamo in quello che facciamo"

“Il nostro non è un semplice mestiere, essere carabiniere è una missione e una passione”

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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Giuseppe Mancuso, segretario provinciale del nuovo sindacato carabinieri – Mi chiamo Giuseppe Mancuso, classe 1974, carabiniere dal 1992, figlio di carabiniere, nipote di carabinieri, cugino di carabinieri. Mi sono arruolato nell’Arma ed ho giurato fedeltà alle Istituzioni della Repubblica Italiana e alla Benemerita nel 1993.


Giuseppe Mancuso

Giuseppe Mancuso


Dopo trent’anni di onorato servizio sono arrivato al grado di brigadiere. Nel corso della carriera ho avuto la fortuna, il piacere e l’onore di rappresentare la mia amata Arma anche oltre i confini nazionali. Nel corso degli anni sono stato insignito di encomi, elogi ed importanti onorificenze.

Nella mia vita ho sempre considerato irrinunciabili i valori dell’educazione e del rispetto, così come mi hanno insegnato i mei genitori ed io ho tramandato ai miei figli. È probabilmente per questo motivo che anche nel mio lavoro ho sempre operato nel pieno rispetto delle norme, considerando, prima di ogni altra cosa, la dignità della persona e dei diritti dell’uomo anche di fronte ai peggiori criminali.

Esattamente come me migliaia di colleghi ogni giorno, in ogni parte d’Italia e del mondo, rischiano la vita per garantire sicurezza ed essere portatori di bene. Il contributo di sangue pagato è molto alto, ma non per questo smettiamo di credere in quello che facciamo. La morte di un collega ci rende spesso più forti e ci motiva ancor di più per combattere crimini e ingiustizie.

Perché il mestiere del carabiniere è in realtà una passione e nel contempo una missione, non è un semplice lavoro. Credo che poche persone se ne rendano davvero conto. C’è chi afferma che siamo pagati anche per morire, a me viene immediata una risposta: “credi che esista un lavoro per il quale una persona sia disposta a donare la propria vita in cambio di un misero stipendio, senza poi contare i quotidiani turni massacranti, le domeniche, le feste e le notti ad oltranza lontano dalla famiglia ? ”

Ecco, ci tengo a ricordarlo a tutti, noi carabinieri quotidianamente mettiamo a repentaglio la nostra vita, non lo facciamo per incoscienza né tanto meno per una medaglia al petto, lo facciamo perché crediamo in quello che facciamo, con passione e dedizione; molto spesso anche a nostre spese perché i mezzi a disposizione sono pochi e le risorse non bastano!

Come anzidetto nel corso della mia carriera sono stato insignito di encomi, elogi ed onorificenze, ma quello che ho ricevuto quest’oggi ha un valore diverso dagli altri, questo riconoscimento è per me molto importante. Mi è stato concesso un encomio a seguito di un intervento di polizia molto delicato dove in frazione di attimi ho dovuto prendere decisioni che potevano togliere la vita a una persona; potevo far fuoco e rispondere a una minaccia armata ma non l’ho fatto. Ha prevalso il mio istinto ed è andata bene, nessuno è rimasto ferito. Anche questo è il mestiere del carabiniere rischiare la propria pelle per salvare quelle altrui.

Voglio dedicare questo riconoscimento in modo particolare a mio padre Tommaso, già maresciallo dei carabinieri in congedo, una persona a me speciale, un grande uomo che ha dedicato una vita all’Arma dei carabinieri e che ha saputo trasmettermi valori importanti. Non per ultimo, voglio dedicarlo inoltre alla signora Rosa Maria Esilio vedova del brigadiere Cerciello Rega, assieme a lei a tutte le mogli, madri, padri e figli di carabinieri che per mano della criminalità piangono i loro cari.

Dal 2020 ricopro la carica di segretario provinciale del Nuovo sindacato carabinieri, un impegno gravoso ed importante che svolgo con dedizione, fuori dell’orario di servizio, con il solo fine di conquistare il riconoscimento dei diritti dei carabinieri iscritti che rappresento.

Con queste poche parole volevo farvi capire quello che un servitore dello stato prova quando sente di poter cambiare, seppur di poco, anche una piccola cosa.

W l’Italia e W l’Arma dei carabinieri!

Giuseppe Mancuso
Segretario provinciale del Nuovo Sindacato Carabinieri


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8 giugno, 2022

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