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Cronaca nera - Viterbo - Il "direttore artistico" reagisce così appena vede i giornalisti di Tusciaweb al teatro dell'Unione - Ammette anche di non essere iscritto all'ordine dei giornalisti perché non paga più la quota da qualche anno - FOTO E VIDEO

Pasquale Bottone: “Non puoi fotografare, non puoi riprendere… io non le rompo il telefono”

di Daniele Camilli
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Pasquale Bottone

Pasquale Bottone


Viterbo – “Non puoi fotografare, non puoi riprendere. Io non le consento di fotografare. Io non le rompo il telefono…”. E poi, alla domanda sul perché non risultasse iscritto negli elenchi dell’ordine dei giornalisti, la risposta: “Non pago la quota da qualche anno”. Chi lo ha detto? Pasquale Bottone, indagato per diffamazione e stalking dalla procura di Viterbo dopo la denuncia di una donna. In quale occasione lo ha detto? Ieri, al foyer del teatro dell’Unione a Viterbo, prima che iniziasse la terza puntata di un evento di cui si definisce “direttore artistico”. Patrocinato da comune di Viterbo, Atcl, ministero e regione Lazio. All’indirizzo di chi lo ha detto? Del direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti e del sottoscritto. Cosa voleva? Che non stessimo lì. Nonostante si tratti di un luogo e di un evento pubblici, quest’ultimo patrocinato anche dalle istituzioni.



Entrambi, il sottoscritto e Galeotti, chiedevamo solo di partecipare all’evento, pubblico e quindi aperto a tutti, e di fare il lavoro che fa un giornalista: cronaca, foto e video. E a proposito di cronaca, il pubblico presente era di circa 6-7 persone. Tuttavia noi eravamo andati attratti, più che dall’evento in sé, dall’annuncio fatto sulla pagina Facebook Pasquale Bottone ieri in giornata. Ripetuto per almeno due volte. “Stasera – sta scritto sulla bacheca del profilo Facebook che riporta il nome Pasquale Bottone – alle 18 venite tutti al teatro dell’Unione di Viterbo per il Salotto delle 6, ci occuperemo di noir… e vi parlerò all’inizio dell’attacco vergognoso, pilotato e pieno di menzogne ricevuto in questi giorni. Non mancate!!!”. Annuncio che poi, come si vede in video, Pasquale Bottone ha rinnegato. E alla fine, quanto annunciato, non l’ha più nemmeno fatto.


Il video


E siccome l’invito di Bottone era quello di non mancare, allora non siamo mancati nemmeno noi. Considerando non solo che l’evento è pubblico, ma anche il legittimo interesse della nostra testata giornalistica tirata in ballo dal post apparso sulla pagina Facebook Pasquale Bottone. Nel post non fa il nome. Ma ogni riferimento riporta evidentemente a Tusciaweb. Quindi era nostro diritto stare lì. Oltre ché ad esercitare l’altro diritto che appartiene a tutti, cioè quello di partecipare a qualsiasi manifestazione pubblica.  


Pasquale Bottone


Appena Galeotti entra nel foyer del teatro, Pasquale Bottone lo investe con le parole. “Non puoi pubblicare le foto – dice subito Bottone all’indirizzo del direttore di Tusciaweb -. Ne puoi pubblicare una – aggiunge – e la devo scegliere io. Non puoi fare questo indebitamente. Non puoi pubblicare tante foto, non puoi fare un servizio fotografico”.


L'invito-appello sulla pagina facebook Pasquale Bottone

L’invito-appello sulla pagina facebook Pasquale Bottone


Come si vede dalle immagini del video restiamo fermi al nostro posto, rivendicando il diritto di cronaca. A quel punto Bottone alza la voce e si avvicina a Galeotti. “Non può fotografare ogni tre secondi”. Poi senza alcun motivo. “Io non le rompo il telefono, non si preoccupi”. Tre cose vanno dette a questo punto. La prima. Nessuno stava facendo foto ogni tre secondi, pur avendone pieno diritto. La seconda, Galeotti non era affatto preoccupato che gli venisse strappato il telefono di mano e rotto. La terza, stavamo facendo le riprese. legittimamente, per due ordini di motivi: sono un luogo e un evento pubblico, e, soprattutto, l’ostilità e i toni nei nostri confronti lo richiedevano. Per documentare e testimoniare quanto stava accadendo. Non si voleva che noi stessimo lì, a dispetto di tutte le regole e le leggi che disciplinano il mestiere del giornalista.


Pasquale Bottone


“Io non le consento di fotografare”, ha continuato Bottone verso Galeotti. Poi, ravvedendosi: “Lei può fare quello che vuole. Lei fotografi pure”. Dopodiché, a conclusione della stessa frase: “Vuole anche che le faccia vedere il fondoschiena? Guardi che è meglio del suo”. Ribadiamo il diritto di cronaca e, viste le circostanze, anche il dovere. “Io non ti consento di riprendere”, reagisce Bottone. “Sono un giornalista professionista”, gli fa notare di nuovo Galeotti, specificando ulteriormente il diritto a fare foto e video.

A questo punto, il colpo di scena. Bottone, che ha fatto avanti e indietro per la sala per tutto il tempo, per rispondere a Galeotti, che invece è rimasto seduto sulla sedia per tutto il tempo, gli si fa di nuovo davanti estraendo il tesserino da giornalista. “Anche io sono un giornalista”, esclama Bottone. senza però mettere sul conto che non ci era passato inosservato il fatto che avesse mostrato solo la copertina del tesserino e non il contenuto. 

A quel punto torna subito indietro, apre il tesserino e dice: “Sono iscritto all’ordine dal 1988”. E qui è cascata la domanda: “Allora perché non risulti iscritto all’ordine dei giornalisti?”. Gli abbiamo chiesto, ribadendo che non risultava in nessun elenco. La risposta di Pasquale Bottone è lapalissiana: “Non pago più da qualche anno. Perché mi sono scocciato e non credo più”. In sintesi, da quanto Bottone stesso ha detto, non è più iscritto nell’elenco dell’ordine dei giornalisti perché non paga più la quota da qualche anno. Quindi, di conseguenza, quel tesserino è soltanto un pallido ricordo di una sua vita passata. “Io faccio un blogger (sic!)”, ha continuato però Bottone.

Nel frattempo uno dei lavoratori del teatro si è avvicinato a Pasquale Bottone, che nel frattempo frugava dentro al portafogli alla ricerca del tesserino, per cercare di calmarlo, dicendogli queste parole: “Pasquale… per favore. Per favore, Pasquale… Questo qui è un teatro pubblico e – indicando Galeotti – il signore può stare qui”.


Pasquale Bottone


A un certo punto sembrava essersi calmato. Poi, invece, Bottone sul finale torna alla carica. Sempre all’indirizzo di Galeotti. “Non mi fotografare più – rilanciava di nuovo Bottone -, già mi hai fotografato abbastanza. L’hai fatto il tuo diritto di cronaca. Io non voglio più essere fotografato”. E mette un libro a coprire la telecamera di Galeotti. Non solo. “L’hai fatto il tuo diritto di cronaca”. Che vuol dire. Che è Pasquale Bottone che decide quanto inizia e finisce il diritto di cronaca oppure la legge che regola l’ordine dei giornalisti al quale non risulta più iscritto perché, come lui stesso ha detto, “non paga più la quota”?

“Io non voglio che lui riprende la serata”, questa volta all’indirizzo del sottoscritto. Gli si fa notare che stiamo riprendendo lui, non la serata. A quel punto Pasquale Bottone si mette a telefonare non si sa bene a chi. Finché, sul finale, di punto in bianco. La resa incondizionata: “Puoi anche continuare a pubblicare 200 articoli al giorno – ha tassativamente affermato Bottone -, io non reagisco più. Quindi da domani, lo sai. Io non esisto”. 

Daniele Camilli


Multimedia: Fotogallery: L’incontro al foyer del teatro – Video: Pasquale Bottone

Articoli: Pasquale Bottone indagato – “Appena mi arriva la denuncia, siccome io so tutto su di te… ti sistemo io” – Pasquale Bottone denunciato per stalking


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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4 giugno, 2022

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