Fabrica di Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Il 2 giugno, festa nazionale fondante per la Repubblica, Unicoop Tirreno inaugura in grande stile, il negozio di Fabrica di Roma, costringendo i dipendenti a lavorare. Scaffali pieni, offerte e merce traboccante arrivata fin dall’Umbria.
Intanto a pochi chilometri di distanza, i punti vendita sono senza prodotti di prima necessità, a Civita Castellana manca il latte, non c’è frutta e verdura nei negozi di Ronciglione e Vetralla e a Caprarola manca perfino la pasta confezionata.
Alle pressioni del sindacato e dei lavoratori, Coop risponde con balbettanti dichiarazioni, cercando di addossare la colpa sui lavoratori di Anagni giustamente in sciopero.
Che tipo di gruppo dirigenziale non riesce a prevedere che l’annuncio di chiusura di un magazzino di distribuzione, senza alcuna garanzia sull’occupazione e i salari, sicuramente avrebbe generato una forte reazione.
Non ci interessano le scuse di Coop per i disservizi, vogliamo certezze immediate.
Chi pagherà i mancati incassi di questo periodo?
Già con l’approvazione del nuovo integrativo, firmato frettolosamente da Cgil, Cisl, Uil e Cobas, Unicoop Tirreno ha scaricato sui lavoratori i dissesti finanziari dell’azienda, aumentando l’orario con una decurtazione dello stipendio.
Non permetteremo che le scelte irrazionali della dirigenza vengano di nuovo fatte pagare ai lavoratori, tutto il mondo cooperativo deve intervenire e prendersi la responsabilità degli errori commessi.
Invitiamo tutti i lavoratori a contattare Usb, organizziamoci oggi uniti per rispondere a qualsiasi addebito di Coop sui nostri stipendi e i nostri diritti.
Usb Commercio
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