L’effetto della siccità in un oliveto
Viterbo – Anche nella Tuscia, e in buona parte del Lazio, arriva lo stato di emergenza per siccità.
La delibera adottata dal consiglio dei ministri estende il provvedimento al Distretto dell’Appennino centrale e all’intero territorio dell’Umbria.
“Per far fronte ai primi interventi – spiega la nota del governo – sono stati stanziati 2,8 milioni di euro, a carico del fondo per le emergenze nazionali“.
A far parte del distretto, oltre ovviamente alla provincia di Viterbo, alcune zone di Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Molise, Toscana, Umbria e Città del Vaticano.
A inizio luglio lo stesso distretto aveva lanciato un primo allarme sulla carenza idrica nella Tuscia.
“Sono già riscontrabili criticità di disponibilità idrica nei comuni di Nepi, Viterbo (Grotte Santo Stefano), Montefiascone, Acquapendente, Vignanello, Vetralla e Blera – si leggeva nel comunicato -. Nei comuni di Acquapendente, Blera e Vetralla è stato necessario attivare servizi sostitutivi con autobotti per rifornire circa 3mila abitanti. Sulla base dei dati forniti dal gestore Ato-1 è ipotizzabile che si verifichino, nel periodo estivo, impatti significativi sugli utenti in 14 comuni rispetto ai 31 totali gestiti, per una popolazione interessata di circa 60mila abitanti. La cifra corrisponde a circa il 30 percento degli abitanti totali serviti, pari a 213.465″.
Samuele Sansonetti
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