Montalto di Castro – Riceviamo e pubblichiamo – Lettera alla direzione generale dell’Asl e alla regione Lazio.
Premetto di essere ancora in attesa della data di comunicazione per accedere agli atti del vostro ufficio, in relazione al mio esposto, circa le “incomprensibili” scelte sanitarie del mio ex medico di medicina generale circa un farmaco – quale un banale protettore – sulla base del quale si è innestato un contraddittorio, imbarazzante, per una malattia riconosciuta – a suo tempo – per causa di servizio da una commissione medica militare il cui giudizio, per poter continuare ad usufruire della prescrizione, doveva essere valutato da un gastroenterologo (malattia conclamata non soggetta a revisione in quanto definitiva, come sancito della stessa Commissione).
L’argomento di oggi, altrettanto imbarazzante per voi che dovreste amministrare anche la sanità di questa regione/provincia, riguarda la prenotazione di una Rsm prostatica senza e con Mdc (multiparametrica) che mi ha richiesto, urgentemente (priorità “B”) il mio urologo – visita effettuata in forma privata – (ho provato ad usufruire del Ssn per la visita urologica ma ancora attendo da parte del Policlinico Gemelli la risposta alla mia prenotazione; come peraltro sono in attesa, dallo stesso comprensorio ospedaliero, della risposta per quanto attiene alla visita nefrologica) ed il mio medico di medicina generale.
Martedì pomeriggio dopo alcune richieste rivolte a laboratori privati – a pagamento, come del resto ho effettuato la visita urologica perché se attendevo il Ssn potevo anche morire, oltre di inedia anche del potenziale male che mi affligge – mi sono rivolto al numero unico +39069939 (ore 15.56) chiedendo la prenotazione di cui sopra. Risposta: dopo aver preso atto dei dati della richiesta il funzionario addetto a tale servizio mi ha invitato a rivolgermi ad un Cup della provincia perché la prassi prevedeva un percorso stabilito e solo presso un Cup della “provincia” potevo risolvere il mio problema (dandomi come scelta, da verificare, l’Ospedale di Latina come potenziale struttura).
Essendo residente a Montalto di Castro per ottenere l’appuntamento mi sono recato al Cup di Tarquinia – distante circa 18 chilometri, tralasciamo il caldo torrido di questi giorni – per, finalmente, prenotare la Rsm. Purtroppo il Cup di Tarquinia non poteva risolvere il mio problema chiedendomi da dove fosse pervenuto il consiglio di recarmi in quel luogo. Una doccia fredda ma non mi sono perso d’animo chiedevo ulteriori delucidazione ma la gentilissima funzionaria non mi poteva dare alcuna risposta.
Con me avevo delle prescrizioni di mia moglie – già paziente trattato per carcinoma – la prima: mammografia monolaterale dx, la seconda: eco bilaterale mammella ebbene anche per queste richieste non c’era nulla da fare, una addirittura poteva essere effettuata a giugno 2023 – ove fosse accettata sotto la responsabilità del funzionario – l’altra abbisognava di un percorso definito “screening” atteso l’età e la malattia pregressamente sofferta di carcinoma di mia moglie. Per fortuna una malattia risolta ed oggi non più riconosciuta! Quindi laddove occorrerebbe questo famoso “screening” per una patologia non più esistente cosa bisognerebbe fare? Ammalarsi di nuovo per usufruire del Ssn e poi morire?
Aggiungo che pochi giorni or sono mia figlia ha cercato di prenotare un eco doppler agli arti ma il risultato è stato che le prenotazioni arrivavano al 31 dicembre 2023 e non era possibile la prenotazione.
Mi verrebbe da dire tante “cose” cari amministratori di cosa? Me lo sto chiedendo da molto tempo!
Preciso solo una cosa che dovrebbe far smuovere le vostre coscienze: l’uomo ha bisogno di dignità e di rispetto e voi non le state fornendo ai cittadini residenti in questa Regione; sono schifato anziché agevolare un percorso di malattia con le nostre risorse regionali, ci state complicando la vita, facendoci spendere cospicui denari perché la vostra sanità (andate in televisione e nei Ts per pavoneggiarvi? sulle vs scelte sanitarie omettendo di dire quale è la realtà?) non funziona, è carente e non è dignitosa.
Mi dovrò far carico di questa Rsm per l’ennesima volta delle richieste di mia moglie e di tutto ciò che ne consegue (il limite dell’art 328 Cp secondo il mio modesto parere è superato, vedremo) da pensionato di circa 70 anni, vi dovete semplicemente vergognare.
Nb: mi ero dimenticato: presso nefrologia dell’ospedale di Civitavecchia circa due anni fa avevo un appuntamento, post Covid mi è arrivato un sms che riaprivano le visite, ancora oggi attendo la comunicazione dell’appuntamento. Evidentemente per chi doveva espletare tale servizio sono deceduto.
Massimo Morelli
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