Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “La città ha l’assessorato all’educazione perché educare significa far emergere idee e capacità”.
Questa la stringatissima risposta della sindaca Frontini alla mia articolata denuncia relativa alla mancanza di un assessorato espressamente dedicato alla pubblica istruzione.
Sul sito del comune di Viterbo figura la macro-delega “a cultura”, nel cui ambito compare la citazione “Educazione” accanto a “Città universitaria, Film Commission” etc.
La natura etimologica del verbo “educare” non è del tutto certa, potendosi ricondurre ai latinismi “edere” (nutrire) o “ex-ducere” (trarre fuori”). Quale che sia il riferimento della sindaca nessuno dei due è di competenza comunale essendo campi semantici di totale pertinenza delle scuole, le sole titolari della competenza di erogare “educazione” alla propria popolazione scolastica, avendo personale espressamente formato e qualificato all’esercizio di tale delicata funzione. All’amministrazione comunale spetta il compito, strategico, di fornire strutture e servizi in modo che gli attori scolastici possano adempiere al meglio alla propria mission educativa e bambini e ragazzi accedere a nidi e, soprattutto, a “veri” istituti comprensivi.
Faccio notare che a oggi gli unici veri IC sono il “Pio Fedi” di Grotte S. Stefano e la sede di S. Martino (appartenente all’IC “S. Canevari” di via C. Cattaneo); tutti gli altri sono “scomprensivi”, essendo stati costituiti con la tecnica del “patchwork” (lavoro con le toppe), assemblando plessi di parti opposte della città e separando quelli distanti pochi metri.
Con spirito di sincera collaborazione mi permetto di rammentare, prima a me stesso poi alla neo-sindaca, le competenze obbligate in capo all’amministrazione comunale, ossia quelle vere: edilizia scolastica (L. 23/1996); pianificazione della rete scolastica comunale (D.Lvo 112/1998 e delibera regionale); assistenti per l’autonomia e la comunicazione a favore degli alunni disabili (art. 13, c. 3 L.104/1992) e servizi fondamentali quali mensa, trasporto scolastico e spese d’ufficio.
Si tratta, come si vede, di competenze complesse e di squisita natura “amministrativa”; per questo i comuni più efficienti e sensibili destinano a questo complesso di funzioni strategiche gli assessorati alla pubblica istruzione.
In ogni caso auguri di buon lavoro.
Massimo Erbetti M5S Viterbo
Articoli: Frontini: “La città ha l’assessorato all’educazione perché educare significa fare emergere idee e capacità” – Erbetti: “Per la prima volta Viterbo non ha un assessorato all’Istruzione”
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