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Viterbo - Divieto di esercitare per sei mesi la professione di imprenditore anche per uno dei due cugini del re del caffè

Crac torrefazione, è un pluripregiudicato l’uomo arrestato con Maurizio Capoccetti

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Guardia di finanza

Guardia di finanza

Viterbo – (sil.co.) – Incredulità e stupore in città per l’arresto del noto imprenditore del caffè Maurizio Capoccetti per bancarotta fraudolenta in concorso in seguito al fallimento, nel 2018, della Macaf Trading srl del Poggino, per un importo complessivo di oltre un milione e 200mila euro, oltre 93mila dei quali ammessi nello stato passivo.

Quattro gli indagati per il crac della celebre torrefazione viterbese, tra cui un prestanome “professionista” e due cugini dell’imprenditore. Anche per uno dei due è scattato il divieto di esercitare per sei mesi la professione di imprenditore.

Capoccetti, 57 anni, socio per una quota pari al 51 per cento e amministratore di fatto della società, assistito dall’avvocato Angelo Di Silvio, da giovedì è ai domiciliari col braccialetto elettronico su disposizione del gip Gaspare Sturzo del tribunale di Roma, che ha accolto la richiesta di misura di custodia cautelare della procura capitolina anche per il 52enne d’origine casertana, tal Antonio Glorioso, che avrebbe fatto da prestanome.


Il prestanome “fantasma” che nessuno conosce

Ignoto ai viterbesi, Antonio Glorioso è invece “noto agli uffici” per la sfilza di innumerevoli precedenti che ne caratterizzano il curriculum criminale.

“Secondo la certificazione della camera di commercio – si legge nell’ordinanza – costui vive di un numero davvero impressionante di incarichi direttivi in società ed imprese, nonostante sia un pregiudicato per delitti contro il patrimonio, per frode informatica e quanto alla violazione delle norme anti riciclaggio”.

“Inoltre è indagato per bancarotta fraudolenta in un procedimento che era stato sospeso per l’irreperibilità del Glorioso Antonio. Quindi al di là dell’interruzione dei rapporti con Capoccetti Maurizio, qui il tema di cautela è un rischio reiterazione che appare fortemente attuale, quanto al numero di incarichi, come si è detto. come del resto del fatto che di questo Glorioso mai nessuno dei dipendenti e clienti della società fallita abbia sentito nulla, così confermando la fittizietà della nomina a legale rappresentante della Macaf srl”.

Il “recidivo” Glorioso risulta amministratore unico dall’8 marzo 2017 al 19 luglio 2018 e socio unico dal 5 aprile 2017.


Misura interdittiva anche per uno dei cugini di Capoccetti

Il bilancio di questa fase delle indagini è di due arresti domiciliari e tre misure interdittive del divieto temporaneo per sei mesi di esercitare la professione di imprenditore.  

Oltre che per Maurizio Capoccetti e Antonio Glorioso, tale misura è stata infatti disposta dal gip anche per il cugino più grande, il 63enne Antero Capocetti, socio minoritario con una quota pari al 20%. Nessuna misura, invece, per Francesco, il più piccolo dei tre cugini, di 47 anni, socio al 29 % della società dichiarata fallita dal tribunale di Roma nell’estate di quattro anni fa.  


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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17 luglio, 2022

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