Bolsena – Riceviamo e pubblichiamo – Come ogni anno ritorno a parlare di sicurezza della navigazione e della balneazione. Purtroppo gli ultimi avvenimenti di cronaca portano alla risalta la perdita della vita di un giovane a causa di un tuffo in area vietata e dopo aver mangiato.
Non mi stancherò mai, anche se non più in servizio con la polizia provinciale, di curare questa mia attività di prevenzione, lo faccio come appartenente alla Lega navale italiana sezione lago di Bolsena.
Un sollecito lo rivolgo ai gestori del noleggio natanti. La regola principale per la sicurezza della navigazione è l’andamento con motore al minimo senza causare moto ondoso nei corridoi di lancio nei porti e in prossimità delle isole Bisentina e Martana per una distanza dai 300 ai 500 metri dalla costa e, dove presenti, all’interno delle boe che ne delimitano le acque territoriali.
Altra zona dove deve essere rispettata tale regola è la località Cava, fra Capodimonte e Marta, dove sotto i 150 metri da riva si deve procedere al minimo perpendicolare alla costa e ormeggiare solo di giorno.
Resta sottinteso il divieto di navigazione a motore nella fascia dei 150 metri da riva e in particolare nelle aree frequentate da bagnanti, dove si può accedere soltanto attraverso i corridoi di lancio. Nelle aree di balneazione è vietato anche l’ancoraggio e arenare natanti.
Una nota la voglio dedicare anche alla pesca. Con le nuove regole sanzionatorie è stato introdotto il reato di bracconaggio ittico, il quale comporta l’inasprimento delle sanzioni per quegli atti non consentiti dalle norme vigenti, che vanno dalla confisca di attrezzi e mezzi usati per l’atto di pesca illegale e sanzioni dai duemila ai 12mila euro, per le violazioni più gravi anche la denuncia all’autorità giudiziaria. Un esempio: la pesca subacquea o con attrezzi non consentiti prevede duemila euro, la pesca in periodo di divieto penale.
Enrico Paziani
Lega navale italiana sezione lago di Bolsena
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