Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’assemblea congressuale della federazione di Viterbo del PSI, riunitasi il giorno 7 luglio 2022 per la elezione dei delegati e rappresentanti al congresso nazionale e regionale, ha anche preso in esame il voto scaturito dalla tornata elettorale per le amministrative del 12 e del ballottaggio del 26 giugno al comune di Viterbo.
La questione più rilevante a parere di tutti i presenti all’assemblea socialista, è la disaffezione alla politica posta in risalto in particolare nella città di Viterbo, dove al ballottaggio ha partecipato al voto meno del 50% degli aventi diritto.
Nella provincia sono evidenti i segni di cambiamento, in particolare nei comuni che più hanno messo in atto politiche a vantaggio delle popolazioni, di solidarietà verso i meno abbienti, capaci di favorire i processi di uguaglianza sociale.
Il dato elettorale nella città di Viterbo, ha posto in evidenza la situazione socioculturale che vive da sempre, scontata quindi la vittoria al ballottaggio della lista civica di Chiara Frontini, appoggiata più o meno direttamente dalla destra.
Le liste e i candidati appoggiati dai socialisti hanno ottenuto un ottimo successo in tutti i comuni al voto del 12 giugno 2022, anche al comune di Viterbo, dove però non è stato sufficiente a premiare al ballottaggio le liste guidate dalla candidata PD Alessandra Troncarelli.
Tutto ciò implica la necessità di una approfondita discussione sui motivi che hanno determinato al Comune di Vitrerbo la sconfitta elettorale .
Le previsioni, all’indomani della scelta di far cadere l’amministrazione Arena, sono state confermate.
Nonostante l’impegno del gruppo PD alla regione Lazio, con la soluzione di problemi annosi, quali l’interramento del passaggio a livello di Porta fiorentina, l’ultimazione dell’ospedale Belcolle, il finanziamento per la creazione del Centro culturale presso l’ex ospedale Grande degli infermi e le realizzazioni proprie dell’assessorato della Troncarelli. Atti concreti e tangibili, forse diffusi tardivamente.
Merito della Frontini aver iniziato molti anni fa la campagna elettorale per divenire sindaco della città e di essere stata capace di mostrarsi come la persona civica al di fuori dell’appartenenza a partiti politici accusati di volere il potere, come se anch’essa non puntasse ad ottenere il potere, come se accanto o dietro le quinte non ci fossero uomini, donne e partiti.
Tutto ciò, assieme alla disaffezione alla politica da parte degli elettori, ha determinato la non affermazione della sinistra o centro sinistra.
Il problema vero, però, e più difficile da risolvere viene da lontano ed è la situazione socio culturale, atavica, in cui versa Viterbo e la scelta elettorale della città di Viterbo è una scelta precisa di parte.
Noi socialisti siamo convinti che non esistano scelte al di sopra delle parti. Chi dici questo maschera la realtà.
Assistiamo, poi, continuamente al fatto che le cose che dovrebbero essere ordinarie, siano divenute straordinarie. Farle rientrare nell’ordinario è il compito dell’amministratore come giustamente ha detto più volte la candidata Alessandra Troncarelli .
Qual è allora il compito dell’amministratore-politico lungimirante ? A nostro parere la programmazione del territorio, svolta con il coinvolgimento dei cittadini e nel loro interesse; la valorizzazione del turismo, che passa in primo luogo nel far rivivere i centri storici, svuotati da scelte che hanno privilegiato la proliferazione dei centri commerciali; la ricerca della giustizia sociale e soprattutto interventi concreti nella solidarietà.
Questo significa dover effettuare una scelta di campo precisa, di parte, che noi socialisti abbiamo nel nostro Dna e fatto da sempre e che auguriamo facciano i nuovi amministratori.
Le maggioranze si aprano quindi alle minoranze. Le minoranze collaborino con proposte costruttive evitando opposizioni strumentali.
Solo così è possibile fare il bene delle città e dei suoi abitanti.
Federazione PSI Viterbo
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