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Viterbo - Belcolle - Il racconto del dottor Sandro Leonardi: "Ho visto cose inenarrabili, li ho denunciati"

“Una mia paziente ricoverata al pronto soccorso, ma i medici si sono rifiutati di parlare con me”

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Viterbo - Il Pronto soccorso di Belcolle

Viterbo – Il Pronto soccorso di Belcolle

Sandro Leonardi

Sandro Leonardi

Viterbo – (a.c.) – “Avevo una paziente di 94 anni al pronto soccorso di Belcolle, ma si sono rifiutati di parlarmi e farmi vedere la cartella clinica e l’hanno tenuta lì per due giorni e mezzo. Li ho denunciati”. Sandro Leonardi, medico di medicina generale di Montefiascone, racconta l’esperienza che l’ha visto protagonista con una sua paziente, che era stata accompagnata lunedì al pronto soccorso viterbese per una polmonite.

“Ho visto una serie di cose inenarrabili – spiega -. Quando la signora è entrata al pronto soccorso, io avrei dovuto essere informato sulle sue condizioni, anche per supportare i colleghi nella gestione del quadro clinico della paziente, che ovviamente conoscevo meglio di loro. È una cosa prevista dalla legge. Invece, dopo due ore d’attesa vana, ho chiamato la polizia, che è arrivata, è andata a parlare col medico del pronto soccorso e mi ha riferito che lui non voleva ricevermi”.

“Sono stati proprio gli agenti a dirmi come stava la signora – continua Leonardi – ed è gravissimo, perché significa che il personale del pronto soccorso ha rivelato la cartella clinica di una paziente alla polizia e non al suo medico curante”. 

Nel frattempo la donna, che soffriva già di altre patologie, era stata sottoposta al tampone molecolare per il Covid. “Nonostante il risultato del test fosse negativo – racconta Leonardi – ho poi saputo dalla signora stessa che era stata tenuta nella stanza dei sospetti malati Covid per due giorni. Col rischio, ovviamente, che nel frattempo arrivasse qualche paziente positivo e infettasse tutti gli altri”.

Il medico montefiasconese ha deciso di sporgere denuncia ai carabinieri per omissione di atti d’ufficio. “Senza contare – precisa – che dagli esami è emerso che la signora aveva un’embolia polmonare. Eppure, da lunedì mattina che è arrivata in pronto soccorso, è stata trasferita nel reparto di medicina d’urgenza solo mercoledì. Quindi una paziente di 94 anni in codice rosso con un’embolia polmonare è stata tenuta per due giorni sdraiata su una barella, in mezzo a possibili pazienti col Covid”.

“È stato messo al pronto soccorso un medico che non conosce i suoi diritti e i suoi doveri, in una situazione di caos totale – è l’accusa di Leonardi -. Io sfido chiunque a trovare una persona che ha avuto a che fare col pronto soccorso di Belcolle e possa dire di aver trovato un servizio al top. Lo sanno tutti: dopo la chiusura degli ospedali più piccoli, il pronto soccorso di Belcolle non funziona. Se ci si rende conto che non si riesce a gestire in maniera idonea un paziente, quel paziente va trasferito immediatamente in un’altra struttura, soprattutto se è in condizioni gravi. Solo a Belcolle si vedono certe cose, ed è un peccato, perché poi gli altri reparti funzionano bene”.

“Il mio consiglio a chi deve correre al pronto soccorso – conclude il medico – è di andare in altri ospedali e non a Viterbo”.

 


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29 luglio, 2022

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