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“Non ho soluzioni ma un paio di strade vanno percorse prima di decidere”

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Chiara Frontini

Chiara Frontini

Viterbo – “Oggi non ho soluzioni ma un paio di strade prima di decidere vanno percorse”. Chiara Frontini in conferenza dei sindaci Ato. Il tema che scotta è Talete, ma l’accoglienza riservata alla sindaca di Viterbo al suo esordio è stata glaciale. Forse un po’ se l’aspettava.

Si è presentata chiedendo di ripetere l’ultima votazione sulle procedure per la cessione di quote, avvenuta il 10 giugno. Procedura ritenuta regolare, richiesta respinta al mittente e primi cittadini visibilmente infastiditi.

Da anni cercano una soluzione, ma non arriva e la cessione assomiglia molto a un’ultima spiaggia. Tuttavia. il primo cittadino di San Lorenzo Bambini, stimola la collega: se ha idee le dica. “Magari a noi può essere sfuggito qualcosa…”. Aspettative (ammesso che ci fossero state) deluse dalla riposta della sindaca.

“Se esistono proposte – incalza il primo cittadino di Canepina Aldo Moneta – siamo qui ad ascoltare. Ma veniamo da anni di tentativi ed altrettante delusioni. Se non ci sono, vista la situazione di Talete che si ripercuote sui cittadini sui bilanci comunali, non si può assistere all’ennesimo rinvio e all’ennesima campagna elettorale che si è chiusa anche a Viterbo. Come soci abbiamo delle responsabilità”.

Ripetere la votazione serve a ribadire il no all’ingresso di privati nella società idrica, come votato in consiglio comunale.

“Al momento della convocazione – spiega Frontini – il comune era commissariato e il commissario ha ritenuto di non doversi presentare. Per cinque volte l’amministrazione si è espressa indicando di cercare soluzioni alternative alla messa sul mercato del 40% delle quote.

Chiedo se c’è la volontà di ripetere, la mia è una domanda interlocutoria sulla disponibilità, altrimenti valuteremo altre sedi”.

Ma il comune di Viterbo ha partecipato, le viene spiegato, a tutto il percorso avviato da tempo, astenendosi solo alle ultime riunioni e il dirigente Egato1 Lazio nord Giancarlo Daniele le fa notare che il punto in cui si è arrivati non è quello conclusivo, molti altri passaggi dovranno essere espletati e ci sarà modo di esprimere l’orientamento della nuova amministrazione. Guardare avanti e non indietro.

“Le abbiamo provate tutte – fa notare il presidente Ato Romoli – preso strade, cambiato idea e ricominciato. Nessuno di noi gode nel far entrare privati nella gestione, ma finora sono state verificate tutte le possibilità.

La situazione è complicata, la presa in carico del Cobalb, ad esempio, equivale a un aggravio pari a un milione di euro e adesso tutti i comuni che devono entrare richiedono investimenti per mettere a norma gli impianti, mancano depuratori.

C’è da mettersi le mani nei capelli. Il capoluogo è il maggior azionista, non lo dico alla sindaca Frontini che si è insediata da poco, ma molti dei problemi derivano da realtà quali Siit a Robur, difficoltà di cui i sessanta comuni si sono fatti carico”.

Ma Frontini insiste. Vuole vederci chiaro “Arera alla nostra richiesta di finanziamento non ha risposto. Se avesse detto no, i 40 milioni non ve li do, ci sarebbe una carta su cui ragionare. Andrò la prossima settimana per capire i vari step. Ho preso un appuntamento. Nessuna intenzione di fare propaganda o populismo”.

Scelta di recarsi in solitaria da Arera, uno sgarbo. Poco gradito. Mai accaduto prima, ricorda Pietro Nocchi, sindaco di Capranica. “Ci viene chiesto – osserva Nocchi – in maniera delicata di votare di nuovo e poi in modo velato si lascia intravedere la possibilità di rivolgersi ad altre sedi. Ci siamo sempre comportati correttamente come sindaci”. Riferimento al fatto che in caso di rifiuti, l’ordine del giorno approvato apre alle vie legali.

E su Arera: “Ci hanno sempre rappresentato difficoltà che non si risolveranno – insiste Nocchi – prescrizioni su prescrizioni ogni volta.

Va bene tutto, ma non si può rimettere in discussione ogni cosa solo per dire a chi sta fuori, ho mantenuto quello che avevo detto”. 

Giuseppe Ferlicca


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