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Viterbo - Consiglio comunale - Approvato l'ordine del giorno votato da maggioranza e Per il bene comune - L'ad Genova in sala ma non viene fatto parlare

“No all’ingresso di privati in Talete, lo mettiamo nero su bianco”

di Giuseppe Ferlicca
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Chiara Frontini

Chiara Frontini

Viterbo – “No del comune all’ingresso di privati, lo mettiamo nero su bianco”. Talete: detto, fatto. La sindaca Chiara Frontini tira dritto sulla società idrica. In consiglio comunale arriva il giorno in cui la nuova maggioranza intende ribadire la propria contrarietà, sulla cessione di quote per trovare investimenti a sostegno della società idrica.

C’è un ordine del giorno, sottoscritto da Viterbo 2020, Tuscia nel cuore e Io Apro Rinascimento, gruppi di maggioranza e con la sostanziosa partecipazione dall’opposizione di Per il bene comune. Il gruppo di Luisa Ciambella lo ha non solo sottoscritto, ma contribuito a realizzare e soprattutto anche esposto in aula.

Probabilmente è la prima volta che accade, ma non sarà stato indifferente il fatto che i 20 esponenti a sostegno della sindaca Frontini sono in gran parte al debutto e la materia è piuttosto complessa.

Alla fine è stato approvato con 21 voti a favore e 11 contrari, la minoranza meno una.

La linea è chiara. In sala del consiglio c’è l’amministratore unico di Talete e dall’opposizione, tanto Ricci (Pd), quanto Allegrini (FdI) e Micci (Lega) chiedono di poterlo ascoltare. La risposta è no.

Il regolamento non lo prevede. Il consiglio è sovrano, ma tanto la sindaca quanto la sua maggioranza e la consigliera Ciambella non lo ritengono opportuno in questa sede.

La sindaca vuole segnare un solco preciso e il no deve essere netto, l’acqua pubblica scandita al meglio che si può. Non solo perché Viterbo 2020 è su questa posizione da sempre.

“Siamo stati eletti – spiega Frontini – per cercare di ripezzare al meglio i fallimenti della politica e non per certificarli, trovare soluzioni o fare del nostro meglio per perseguire soluzioni alternative.

Non sulla scorta di un principio seppure importante. Non vogliamo arroccarci su una posizione. Intendiamo tracciare una linea chiara, scolpire in modo granitico le nostre intenzioni, come non è mai stato fatto prima, nonostante si siano susseguite cinque votazioni in questo senso”.

Che Talete abbia bisogno d’aiuto, leggi investimenti, anche Frontini ne è cosciente. Decine di milioni di euro. Che i comuni-soci non hanno.

Da qui la via dei privati, votata in assemblea il 10 giugno, per dare mandato a Talete di verificare la fattibilità. Le altre strade percorse a vuoto Frontini le considera scorciatoie. “Si è parlato di un finanziamento da 40 milioni da Arera – ricorda la sindaca – a supporto degli investimenti. A oggi non c’è stata risposta. Quindi, si vogliono mettere sul mercato le quote senza conoscere l’esito, anche negativo.

Arera attendeva l’ingresso di comuni ancora fuori dalla società e l’adeguamento della tariffa. Prima di vendere le quote, ci dobbiamo far dare una risposta”.

Non solo. “A marzo Talete ha richiesto una due diligence che non è stata ancora consegnata. Non abbiamo gli esiti delle analisi”.

Ce n’è abbastanza. “Non ci stiamo a farci mettere i piedi addosso. Viterbo deve indicare una strada, il che non vuol dire sopraffazione. Questa città ha abdicato per troppo tempo a essere guida. Vogliamo invertire la rotta. Oggi per l’acqua, poi sui rifiuti e il turismo”.

Criticata la scelta di votare il 10 giugno, a pochi giorni dalle elezioni comunali. “La società è anche nostra e nostro compito tutelarla e tutelare i cittadini, affinché si abbia un servizio idrico efficiente, bussando a tutte le porte che ci possono aiutare”.

Tentarle tutte è la parola d’ordine, come se si fosse all’anno zero. Chi oggi governa palazzo dei Priori non si fida di chi c’era prima e delle conclusioni cui sono arrivati e per decidere vuole toccare con mano. “Solo al termine del processo di due diligence – spiega Frontini – e dopo avere verificato tutte le strade, da Area alla regione per gli investimenti, se non ci sarà un’alternativa, torneremo qui a dirlo. Ma io sono straconvinta del contrario”.

All’amministratore unico Talete Genova che è in sala: “Anche se dovessimo essere soli come comune di Viterbo, ribadiremmo che la posizione di vendere quote non ci rappresenta. Se questa posizione avrà diritto d’esistere, allora lei sarà anche il nostro amministratore”. Detta così suona come una mezza sfiducia o un mezzo avvertimento.

È Luisa Ciambella (Per il bene comune) a leggere l’ordine del giorno e a porre quesiti. Il primo sulla tariffa aumentata con lo scopo di far arrivare il finanziamento Arena. Bollette cresciute, ma i soldi non si sono visti.

Ribadisce la contrarietà alla privatizzazione anche parziale e c’è un’altra richiesta: “Ripetere la votazione”. Quella con cui l’assemblea ha dato l’ok all’esplorazione.

Se non dovesse essere accolta: “Adire le vie legali per difendere i cittadini e se comunque dovesse andare a buon fine, si esprime contrarietà alla scelta”.

Dalla maggioranza parlano in pochi. Dall’opposizione invitano a documentarsi e rinviare la decisione, ma l’atto d’indirizzo politico va dato. Così arriva la votazione, 21 a 11.

Il 28 luglio la sindaca Frontini andrà in assemblea. Dove le intenzioni dovranno diventare qualcosa di più concreto.

Giuseppe Ferlicca


Articoli:  “Talete, decisione al buio con un voto inconsapevole” – FdI: “Siamo per l’acqua pubblica: ricapitalizzare non vuol dire privatizzare”


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27 luglio, 2022

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