Viterbo – (sil.co.) – Beccato con una canna quando era minorenne, ha rischiato di non poter accedere alla guardia di finanza a causa di quel piccolo precedente.
Nonostante abbia superato il concorso, infatti, quel grammo di marijuana nascosta in un pacchetto di sigarette che gli era stato trovato addosso nel luglio del 2014, durante un controllo mentre era in vacanza a Montalto di Castro, stava per costargli il posto.
Dopo avere partecipato al concorso pubblico per titoli ed esami riservato al reclutamento di 1.409 allievi finanzieri, bandito nel 2021 e la cui graduatoria è stata pubblicata il 21 marzo 2022, è stato escluso per mancato possesso dei requisiti di moralità e di condotta.
Ma il Tar del Lazio gli ha dato ragione, disponendo l’annullamento dell’atto con cui è stata disposta l’esclusione dell’aspirante finanziere, con sentenza pubblicata il 23 giugno.
A salvarlo sono stati i giudici amministrativi, cui il giovane ha presentato ricorso tramite l’avvocato Giovanni Recanati, spiegando di essere stato escluso dal concorso per l’asserita assenza del requisito della condotta incensurabile, in quanto in data 11 luglio 2014 era stato fermato dai militari della stazione dei carabinieri di Montalto di Castro che, insospettiti dal suo comportamento, vedendolo lanciare qualcosa in una siepe, avevano trovato un pacchetto di sigarette con all’interno un involucro di cellophane con lo stupefacente e lo avevano segnalato alla prefettura come assuntore occasionale di droghe leggere.
Un episodio che per il comando generale della guardia di finanza, oltre che essere esplicita causa di esclusione, è stato ritenuto inconciliabile con basilari doveri di ogni militare.
L’aspirante finanziere ha impugnato il provvedimento, perché secondo lui l’amministrazione ha ingiustamente ritenuto la carenza dei requisiti di moralità, senza tenere conto della circostanza che l’episodio contestato sia risalente nel tempo e occorso quando era ancora minorenne.
Il Tar gli ha dato ragione, accogliendo il ricorso in virtù dell’illegittimità di un provvedimento di esclusione dal concorso “caratterizzato da una insufficiente valutazione e motivazione, con riferimento alla risalenza temporale, all’unicità dell’episodio di vita, alla condizione di minore età all’epoca del fatto, al giudizio psico fisico di idoneità al servizio militare, nonché alla concreta condotta durante la prestazione del servizio e negli anni successivi, che non ha dato causa ad alcun rilievo”.
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