Papa Francesco
Città del Vaticano – “Il papa andrà sicuramente a Kiev, quando e come non si sa”.
A spiegarlo è monsignor Paul Richard Gallagher, arcivescovo e segretario per i rapporti con gli stati del Vaticano, durante un evento a Rimini.
“Papa Francesco ha la volontà di fare il viaggio a Kiev – ha spiegato Gallagher -. Andrà, quando e come non si sa. Bisogna vedere dopo il Canada, vediamo. A Kiev sicuramente andrà”.
“Noi abbiamo contatti con l’ambasciata russa – ha poi aggiunto, rispondendo a una domanda sul dialogo con il Cremlino -, questo è il nostro canale di comunicazione come il nunzio”.
“Io mi sento obbligato come cristiano, non possiamo trascurare il messaggio di riconciliazione e perdono, nonostante le sofferenze – ha aggiunto l’arcivescovo -. Si tratta di una cosa miracolosa, certo, ma qui in Europa abbiamo avuto già il miracolo della pace quando nessuno avrebbe mai immaginato che Francia e Germania facessero la pace. Per fare questo dobbiamo rinnovare le nostre istituzioni, sto pensando all’ Osce, ma anche all’Ue e all’Onu. Dobbiamo mantenere la tensione come impegno diplomatico e anche come progetto di pace che è sì un dono di Dio ma anche gli uomini e le donne devono collaborare”.
“Come diplomatico devo dire che in un certo senso è un fallimento per noi, la diplomazia non ha funzionato, però anche in questo momento di crisi dobbiamo rinnovare il nostro impegno – ha concluso il monsignore -. Quando ho ricevuto il mio incarico il Papa mi ha detto: ‘Non voglio una diplomazia che reagisce, voglio una diplomazia preventiva’. Abbiamo tentato, ma quello che avviene in Ucraina oggi è una indicazione sul fatto che dobbiamo vigilare e anticipare i conflitti, non solo quelli militari”.
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