Viterbo – Manifestazione della polizia penitenziaria del carcere di Mammagialla
Viterbo – “La casa circondariale di Viterbo sta implodendo. Ed è per questo che siamo costretti a scendere in piazza per dimostrare e rappresentare il disagio del personale di polizia penitenziaria”. Manifestazione, questa mattina a Viterbo, della polizia penitenziaria del carcere di Mammagialla.
In piazza del comune, Luca Floris (Sappe), Felice Maffettone (Sinappe), Mirko Petroselli (Osapp), Maurizio Orlandi (Cisl), Mauro Bernabucci (Uspp), Danilo Picchio (Cnpp Fs) e Ciro Di Domenico (Cgil). A un certo punto arriva anche il presidente della provincia Alessandro Romoli a portare la propria solidarietà.
“Non riusciamo più a lavorare serenamente in un ambiente che è diventato trincea in un teatro di vero e proprio conflitto. Chiediamo, almeno per il fine 2022 o inizio 2023, che ci vengano riconosciute le unità in pianta organica destinate al Gom e solo sulla carta in carico a Viterbo”.
Viterbo – Manifestazione della polizia penitenziaria del carcere di Mammagialla
”L’organico è stato eroso negli anni – hanno evidenziato infatti i sindacalisti – in primis dalla legge Madia con taglio netto e lineare alla pianta in ribasso verso il livello sub minimo – da 542 a 343 totali, 266 agenti amministrati – e subito dopo, con meno impatto, dal turn o ed dei pensionamenti. Solo negli ultimi due anni sono andati in quiescenza circa 20 unità rimpiazzate dai trasferimenti con sole 6 unità. Con una previsione di perdita effettiva nel 2022 di ben 18 unità”.
A pesare sul reparto ”l’unità di medicina protetta di Belcolle divenuto polo ospedaliero di tutto il centro Italia, ma gli uomini li paga Viterbo, e il Rom (reparto operativo mobile con i detenuti del 41 bis). Nel 2006 all’apertura della Uomp erano stati promessi rinforzi per il reparto che cedeva ben 32 uomini in pompa magna. Bene, da allora mai nessun rinforzo, aiuto o poliziotto è stato inviato da Prap o Dap. La casa circondariale di Viterbo ha pagato lo scotto di dover destinare 32 uomini sguarnendo non poco la forza operativa dell’istituto”.
Viterbo – Manifestazione della polizia penitenziaria del carcere di Mammagialla
“Sono diventati esecutivi gli accordi che prevedono il passaggio del personale che opera con i 41 bis alla forza organica del Gom centrale, così di fatto alleggerendo il carico del reparto locale che altrimenti vede una presenza di uomini sulla carta che però non gestisce per servizi propri. Ben 15 unità iniziali assegnate a Viterbo tuttora sono sulla carta, di fatto bloccando eventuali rinforzi e nessun atto dell’amministrazione sembra ‘sbloccare’ i movimenti. Della serie, oltre la beffa l’inganno. A conti fatti, per queste due ‘cosette’ mancano all’appello della pianta organica almeno 25 unità”.
“La redistribuzione degli uomini da assegnare a seguito dei trasferimenti, a livello del Prap – aggiungono i sindacalisti – è stata pressocché ‘punitiva’. Si pensi che per fare un esempio, la Cc di Frosinone ha ricevuto 16 unità, mentre Viterbo solo 4. Nel recente passato c’è stato uno ‘scambio’ di circuiti proprio tra Frosinone e Viterbo. I detenuti Alta sicurezza sono venuti a Viterbo e i media sicurezza a Frosinone. Ora per logica se il personale era poco per gestire gli Alta sicurezza a Frosinone, come mai la stessa cosa non è riconosciuta ora a Viterbo? In più, perché Viterbo gestiva quei detenuti con ‘quel’ numero di personale e ora Frosinone ha bisogno di integrazione e viceversa Viterbo no? Per carità, ci sono fattori ambientali e strutturali, ma sicuramente anche quelli, se contemplati, deporrebbero a favore della struttura viterbese”.
Viterbo – Manifestazione della polizia penitenziaria del carcere di Mammagialla
A destare preoccupazione sono poi “i detenuti psichiatrici, sempre una costante e nessuno muove un dito per abbassare il numero o trasferirli tempestivamente quando necessario. I casi di aggressione sono all’ordine del giorno. Capita che siamo costretti ad andare a fare piantonamenti fuori provincia, e regione, come nel caso, inspiegabile, di Rieti di qualche giorno fa”.
“Sono in esponenziale aumento i collegamenti in video conferenza che se da una parte alleggeriscono il carico di lavoro per il nucleo traduzioni, ridotto ai minimi termini in tema di organico. Si era intorno alle 30 unità al cospetto di 19 attuali. Dall’altra appesantiscono e di molto il servizio interno che ogni giorno viene ‘smontato’ e rifatto da capo per le necessità quotidiane della magistratura. Si è sul campo parte integrante della cancelleria di un tribunale quasi a dimenticarsi il reale ruolo assegnato alla legge”.
Viterbo – Manifestazione della polizia penitenziaria del carcere di Mammagialla
“Andrebbe rivisto l’impianto legislativo – dicono inoltre Floris, Maffettone, Petroselli, Orlandi, Bernabucci, Picchio e Di Domenico – perché allo stato è un servizio totalmente nuovo e non calcolato nei fatti. Per meglio intendere, esiste la previsione normativa ma non con tale impatto in termini di forza lavoro”.
“Sono in aumento i colloqui. Con una ‘scellerata’ gestione l’amministrazione nel ‘post Covid’ ha di fatto consentito un raddoppio quantitativo sulle spalle dei poliziotti penitenziari. Prima i colloqui erano visivi o telefonici. Ora sono visivi in presenza, visivi in remoto Skype, visivi in remoto Google duo o telefonici. Il servizio è indubbiamente migliore e rende il quotidiano del detenuto più ‘leggero’, di ritorno ovviamente anche meno problematico, ma di fatto grava sulle spalle della polizia penitenziaria un fardello enorme, un carico di lavoro non più sostenibile con i numeri attuali. Andava contrattato un aumento di personale”.
Viterbo – Manifestazione della polizia penitenziaria del carcere di Mammagialla
Infine, “i turni sono spesso di 12 ore giornaliere. Gli uffici sono ormai tutti impiegati a supporto del turno con disservizi a ricaduta sulle aspettative dei detenuti che non vedono risolvere i propri problemi e di conseguenza creano problematiche e criticità. Non riusciamo più a lavorare serenamente in un ambiente che è diventato trincea in un teatro di vero e proprio conflitto”.
“Per tutto questo – concludo i sindacati – e per molto altro diciamo basta, l’amministrazione non deve più considerare l’istituto viterbese un istituto di serie B o ancora peggio una ‘discarica’ degli istituti romani o laziali in genere. Chiediamo, almeno per il fine 2022 o inizio 2023, che ci vengano riconosciute le unità in pianta organica destinate al Gom e solo sulla carta in carico a Viterbo”.
Daniele Camilli
– Romoli: “Polizia penitenziaria, scriverò al ministero per chiedere un intervento”
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