Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Io chiedo scusa solo a Gesù Cristo”. Senatore Fusco scherzi con i fanti ma lasci stare i Santi. Quel 5% brucia molto a tutti. Alcuni scelgono solo ora, con forte polemica, di prendere le distanze abbandonando il “Titanic”, fino a poco tempo fa lo era, guidato da una gestione politica territoriale viterbese rivelatasi fallimentare.
Siamo stati, con orgoglio, i primi a prendere le distanze denunciando al pubblico tutto ciò. Non certo oggi, non ieri. Abbiamo evidenziato ogni problematica, ogni omissione, ogni interferenza, anzi, ingerenza sulla politica locale da parte del vertice leghista provinciale. Soprattutto quando si volle mettere un “badante” ai coordinatori locali della Lega nei comuni al voto.
Una scelta scellerata quanto incomprensibile. Poco prima della caduta del primo sindaco Leghista a Civita Castellana avvenuta nel 2019, abbiamo evidenziato la chiusura a riccio del vertice leghista viterbese verso ogni forma di collaborazione o semplice consiglio locale. La mancata presenza sul territorio, con la inevitabile distanza dai problemi del cittadino, ci hanno spinto fin da subito a denunciare ai vertici regionali e nazionali la “strana gestione” personalistica dei vertici della Lega Viterbese.
Nemo propheta in patria.
Non abbiamo aspettato quel 5% che ha confermato il cambio di gradimento del territorio, facendo perdere alla Lega di Viterbo il 65% del proprio elettorato. Lo immaginavamo e lo abbiamo denunciato, restando inascoltati sia a Roma che a via Bellerio. Un buon politico dovrebbe essere come il buon marinaio che “annusa” da lontano la tempesta per evitarla. Ma di buoni politici ormai neanche l’ombra e quindi, in Urna veritas, la scrematura arriva inesorabile.
Nulla però si farà né nessuno chiederà scusa agli elettori, di questo ne stiamo avendo conferma dal silenzio assordante dei vertici provinciali, regionali e nazionali nell’attesa di “anestetizzare”, con il tempo, la sconfitta ripresentando le persone responsabili di tale disfatta alle prossime imminenti elezioni regionali e nazionali, nella convinzione che lo “zoccolo duro” dell’elettorato leghista possa garantire la poltrona ai soliti noti. Ci sarà da ridere anche lì.
Restiamo in attesa di leggere le candidature per avere la conferma di tutto quanto sopra detto. Le solite candidature in sfregio ai “militanti ed affezionati” che nel nostro territorio viterbese hanno preso le distanze mandando un sonoro ceffone ai signori del vertice leghista provinciale e regionale. Eppure i recenti esempi delle sconfitte a Civita Castellana, Capodimonte, Vitorchiano e Viterbo avrebbero dovuto essere sufficienti per “cambiare”.
Speriamo la lezione sia servita. Servirebbe solo più dialogo non tra i “soliti noti” ma con il territorio. Altrimenti a maggio 2023 ci sarà l’extra omnes.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY