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Talete, doccia fredda in conferenza dei sindaci Ato per Chiara Frontini

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Chiara Frontini

Chiara Frontini

Viterbo – Doccia fredda in conferenza dei sindaci Ato per la neosindaca di Viterbo Chiara Frontini.

Arrivata alla riunione di ieri mattina per spiegare ai suoi colleghi che il consiglio comunale del capoluogo ha votato un ordine del giorno che dice no all’ingresso di soci per il 40% del capitale, ne è uscita con un sostanziale nulla di fatto, un nutrito gruppo di sindaci infastiditi e tutti delusi, perché al no verso capitali privati la domanda è stata: ci sono idee alternative? Risposta negativa.

Insediatasi da poco, gran parte dei colleghi le ha riconosciuto il giusto diritto a informarsi e valutare. Ma il presidente Ato Alessandro Romoli e non solo, ha sottolineato come le strade per dare un futuro a Talete sono state percorse tutte e invano. Non da ieri ma da anni e a oggi l’unica è la cessione di capitale, per finanziare la società altrimenti destinata a rimanere a secco. Prospettive nere.

Frontini è stata un po’ messa all’angolo, c’è chi le ha ricordato come la campagna elettorale ormai sia finita e che tutti sono per l’acqua pubblica. E infatti nella Tuscia lo è e lo rimarrà anche se il piano di cessione dovesse concludersi. Ma siamo ancora ben lontani dall’arrivarci.

Ma la sindaca vuole toccare con mano e capire se veramente il finanziamento Arera da 40 milioni sia davvero saltato. Andrà lei stessa a sincerarsene. C’è un appuntamento. Mossa che ha indispettito non poco i colleghi. A che titolo? Pietro Nocchi, quando era presidente della provincia e quindi dell’Ato, le ha ricordato che è sempre andato agli incontri con il sindaco di Viterbo. Mai da solo. Uno sgarbo poco apprezzato.

In consiglio comunale a Viterbo, martedì è passata la delibera per dire no all’ingresso di soci privati.

Tra le ragioni ribadite da Frontini, il fatto che Arera, (l’autorità di regolazione per energia, reti e ambiente), sullo stanziamento non ha pronunciato  un no definitivo, nero su bianco. Di contro, nemmeno un sì e ieri in consulta c’è chi ha ricordato come dall’autorità sono state mosse tante di quelle eccezioni da ritenere un no superfluo. 

L’ordine del giorno approvato in consiglio comunale la impegna a chiedere la ripetizione del voto con cui il 10 giugno è stato dato l’ok alla ricerca di un privato, cui cedere il 40% delle quote. Per dire no.

Ieri all’assemblea Ato Frontini lo ha ribadito, ma le è stato fatto presente che una votazione regolarmente svolta non è possibile ripeterla e che il comune capoluogo, più volte si è espresso in questa direzione e solo alle ultime votazioni non ha partecipato. E comunque, allo stato attuale la procedura è ben lontana dal concludersi. La contrarietà sarà possibile esprimerla in futuro, qualora si dovesse arrivare a  qualcosa di più concreto.

La sindaca ha ripetuto di voler comprendere se esistono altre strade prima di arrivare ai privati. Qualche suo collega l’ha sollecitata, magari sperando in una magica soluzione. Invece, brutte notizie, nessuno ha la bacchetta magica.

Giuseppe Ferlicca


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