Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – Apprendo con stupore le risposte irritate dei sindaci e della gran parte delle forze politiche in merito alla presa di posizione della neosindaca di Viterbo Frontini sulla contrarietà alla cessione del 40% di quote della Talete a privati e della proposta di rimettere in discussione quanto deciso, da una ristretta parte della compagine sociale, nell’assemblea straordinaria Talete del 10 giugno.
Tutti vedono nell’ingresso del socio privato l’unica ancora di salvezza per la società, il paperon dei paperoni che dovrebbe immettere chissà quanta liquidità nella società e da una parte ripianare tutti i conti e dall’altra permettere di fare investimenti per efficentare la rete idrica. Ma di che cifre parliamo? Veramente credono che le quote della Talete valgano decine o centinaia di milioni di euro? E se invece il 40% delle quote dovesse portare nelle casse societarie meno di 10 milioni, pensano sia la soluzione più adeguata? Anche perché se così fosse non è che il privato dopo qualche giorno apre il portafogli e immette ulteriori milioni senza che gli altri soci (i comuni) siano esonerati dal farlo. E poi, giustamente, il privato vuole essere remunerato del capitale investito.
In merito all’accesso alle fonti di finanziamento, c’è poi molta poca chiarezza. E’ stato più volte ribadito che il prestito Covid da 15 milioni di euro richiesto al Mps non viene erogato per la fragilità finanziaria della società ma poi scopri, dall’accesso agli atti in Talete, che le cose non stanno affatto così, e quei 40 milioni di Arera che erano legati agli aumenti tariffari? I cittadini subiscono gli aumenti e i soldi non arrivano.
Inoltre, analizzando l’ultimo bilancio relativo al 2021 e la relativa relazione sulla gestione si evincono alcuni spunti interessanti che cito testualmente: “tuttavia nel 2021 si è registrato un livello di incassi mai registrato precedentemente”; “l’analisi dei dati patrimoniali mostra una contrazione dei debiti sia a breve che a medio/lungo termine ed un aumento della liquidità”; “l’analisi finanziaria presenta valori via via migliorati grazie alla diminuzione progressiva dell’esposizione nei confronti dei fornitori (debito ridotto di circa 2 milioni) e grazie agli accordi di rateizzazione raggiunti con importanti fornitori”; “gli indici economici mostrano un significativo miglioramento del Margine Operativo Lordo passato da 1,8 milioni del 2018 a circa 6,4 milioni del 2021, questo ha consentito di eliminare dal bilancio crediti di difficile realizzo per complessivi 4,2 milioni”; “nel 2021 oltre alla consistente riduzione dei debiti verso i fornitori si rileva una riduzione dei debiti tributari per 777.400,00 euro e debiti verso banche per 860.898,00 euro”; “il fenomeno dell’abusivismo e le azioni intraprese per fronteggiarlo, possono rappresentare uno strumento importante di aumento della capacità produttiva aziendale” “dal lato dei costi di esercizio si è proseguito nel doveroso compito di contenimento dei costi di gestione”.
Per non parlare poi della possibilità che vada in porto la miscelazione delle acque con il Peschiera attraverso i fondi del Pnrr.
Non sarà che il privato entra con quattro soldi e, dopo poco tempo, la sua quota viene enormemente rivalutata?
Lascio ai lettori tutte le considerazioni del caso.
Valerio Biondi
Consigliere comunale Movmento 5 stelle Civita Castellana
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