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Viterbo - Comune - L'ex commissario prefettizio Antonella Scolamiero saluta la città: "Ho avuto un rapporto bellissimo con tutti, tornerò qui per delizia"

“Abbiamo tamponato le emergenze e preparato il terreno al nuovo sindaco”

di Alessandro Castellani
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Antonella Scolamiero

Antonella Scolamiero

Viterbo – Ha chiuso l’armadietto a palazzo dei Priori ed è tornata nella sua Roma, ma Antonella Scolamiero si è portata Viterbo nel cuore. Prima prefetto (dal 2010 al 2015), poi commissario prefettizio in seguito alla caduta della giunta Arena del dicembre 2021, la funzionaria lascia per la seconda volta la città dei papi. Stavolta nelle mani della neo-sindaca Chiara Frontini, a cui ha “preparato il terreno, offrendo una serie di possibilità concrete tra cui potrà scegliere”.

Come giudica questa sua esperienza?
“Molto interessante. Conoscevo già Viterbo, ma fare il prefetto è molto diverso da fare il sindaco. Abbiamo messo sul campo tante cose, ma il tempo a disposizione di un commissario è poco e quindi in gran parte sono stati provvedimenti necessari a permettere al comune di andare avanti. Ecco, se c’è una cosa che mi piace sottolineare è proprio che, indipendentemente dal sindaco o dal commissario, il comune esiste, il personale lavora e l’attività va avanti.

Si è trovata bene con gli uffici?
“Più che altro ho avuto quasi sempre le risposte che chiedevo. Ci siamo confrontati coi dirigenti sempre in maniera molto costruttiva e ho avuto la fortuna di essere supportata da un vice commissario molto bravo come Francesco Tarricone”.

Come ha impostato il suo lavoro?
“Diciamo che in via generale abbiamo tamponato abbastanza bene le emergenze e abbiamo cercato di preparare il terreno al futuro sindaco, presentando varie opportunità concrete tra cui poter scegliere liberamente. Ad esempio la Tosap non l’ho sospesa perché è una scelta politica che deve fare un sindaco: io non potevo permettermi di togliere delle entrate fiscali che magari il nuovo sindaco aveva in mente di utilizzare in un determinato modo. Se poi invece il nuovo sindaco decide di eliminarla per l’estate, ben venga”.

Qual è l’intervento o l’azione di cui va più fiera?
“Sono molto contenta che sia stato deliberato il regolamento di contabilità, che era fermo da anni, e quello sull’utilizzo degli immobili. Abbiamo introdotto in via sperimentale, come misura turistica, una tariffa forfettaria per i tassisti nelle tratte da Viterbo ai grandi scali di comunicazione, come gli aeroporti e le stazioni. Sarà in vigore fino a novembre, poi il nuovo sindaco potrà decidere se proseguire o no. Abbiamo lavorato tanto anche sul sociale, grazie al sostegno della provincia e della regione, con cui ho avuto un rapporto veramente ottimo”.

Non capita spesso?
“A Viterbo non lo so, però tante volte la politica prende il sopravvento. Servono persone intelligenti sia in provincia che in regione e io, personalmente, non posso che parlare bene di entrambe le istituzioni, perché ci hanno dato una grande mano”.

Secondo lei è un segnale importante che Viterbo abbia per la prima volta un sindaco donna?
“Io sono stata il primo prefetto donna della città e per dieci giorni ne hanno parlato tutti, poi se ne sono scordati. Sicuramente per Viterbo questa è una novità che potrebbe portare maggiore attenzione su certe tematiche”.

Che città lascia a Chiara Frontini?
“Col Pnrr la nuova sindaca avrà delle situazioni molto importanti da affrontare, che possono presentare anche delle criticità. Spendere 100 milioni di euro, cioè una cifra superiore al bilancio comunale, con dei progetti bellissimi, potrà cambiare radicalmente Viterbo e risolvere in maniera definitiva tanti problemi. Però bisognerà lavorare bene e in fretta”.

Com’è stato il rapporto con i cittadini, che spesso cercano il comune per segnalare i loro problemi?
“Ho letto una volta su Tusciaweb di un cittadino che mi mandava grandi ringraziamenti e complimenti per aver sistemato una strada, ma in realtà quell’intervento era già programmato da tempo e non era stato fatto per merito mio. A volte la gente pensa che basta lamentarsi e allora il comune interviene, ma non è così. Può capitare che s’intervenga in seguito alle segnalazioni dei cittadini, se è possibile dare una mano ben venga, ma la maggior parte dei lavori pubblici o dell’urbanistica va avanti secondo le sue procedure”.

In sostanza, dalle sue parole, sembra soddisfatta di questa sua esperienza come commissario.
“Un’esperienza che mi è piaciuta perché Viterbo è una città che amo. Al momento dei saluti ho ricevuto delle testimonianze di stima e d’affetto che mi hanno veramente commosso, ho avuto un rapporto bellissimo coi dirigenti comunali e anche con i vari rappresentanti istituzionali del territorio. E ora tornerò a Viterbo per delizia”.

Ci sarà per Santa Rosa?
“Quest’anno no, perché ho un matrimonio in famiglia proprio il 3 settembre. Verrò nei prossimi anni, ma d’altronde di feste di santa Rosa ne ho già viste tante… E tra l’altro ho suggerito al nuovo prefetto di Viterbo di andarsi a vedere le prove di carico dei facchini, perché è lì che si capiscono davvero la fatica, il sacrificio e il valore che ha santa Rosa per i facchini”.

Ha già in programma il suo futuro professionale? Magari il commissario in un altro comune…
“Facciamo passare l’estate e poi ne parliamo”.

Alessandro Castellani


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1 luglio, 2022

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