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Viterbo - Comune - Francesco Oddo lascia Fondazione - L'ex presidente spiega le ragioni e commenta il disastro elettorale delle comunali da cui non salva nemmeno FdI: "Non conta niente essere primo partito di una coalizione che non esiste più"

“I vertici del centrodestra le hanno sbagliate tutte, serve un ricambio”

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo –  Francesco Oddo lascia Fondazione, dopo 10 anni. Candidato alle comunali per Ubertini sindaco, il suo è un addio senza polemiche verso la lista, ma non privo di critiche a un centrodestra che non ne ha azzeccata una, generando: “Il disastro elettorale”, da cui non si salva nemmeno FdI. “Non conta niente essere il primo partito di una coalizione che non esiste più”. Coalizione da rifondare. Un invito agli attuali vertici a fare un passo indietro, ripartendo dagli under 40 eletti in consiglio comunale. E non solo.


Francesco Oddo

Francesco Oddo


Francesco Oddo, come mai ha scelto di lasciare Fondazione?
“Dopo ormai 10 anni lascio Fondazione. Sono uno dei fondatori, il presidente. Ho deciso di dimettermi e lasciare, in quanto non mi ritrovo più nella linea politica della lista, come non mi ci sono ritrovato in questi ultimi sei-sette mesi, a partire dalla caduta dell’amministrazione Arena. Anche noi abbiamo firmato le dimissioni. Non dico che io avessi posizioni differenti, ma si è dato tutto troppo per scontato”.

Contrario più che sulle dimissioni, sul non avere pensato a un piano B, al dopo?
“Certo, è evidente che quella era un’amministrazione di cui noi stessi dicevamo che avesse problemi. Però bisognava costruire un futuro. Invece è stato deciso di smettere per smettere e non è così che si fa politica. Allo stesso modo, non ho condiviso tutto il percorso successivo, che ha portato al disastro elettorale del centrodestra”.

Nonostante tutto, lei però si è candidato a sostegno di Ubertini sindaco, perché?
“Per senso di lealtà e responsabilità. Ero presidente di Fondazione, ho sempre militato nel centrodestra, faccio politica per passione. Ero consapevole di tutte le difficoltà e che si trattava di una candidatura per provare a portare acqua a una barca che stava affondando”.

Ad affondare non è stata solo la coalizione FI-Fondazione-Lega con Ubertini, ma tutto il centrodestra. FdI è primo partito a Viterbo, ma comunque fuori dal ballottaggio.
“Non ha vinto nessuno, infatti. Chi dice il contrario legge il risultato elettorale in stile anni 80. Ha vinto Chiara Frontini e Alessandra Troncarelli col centrosinistra può dire d’avere fatto una discreta figura al primo turno, avendo ricompattato un parte politica. Ma il centrodestra ha perso in una maniera assoluta, senza se e senza ma. Non conta niente essere il primo partito di una coalizione che non esiste più. Se esistono velleità per ripartire, va chiarito che quello che è stato fatto è stato sbagliato. Il modello non può essere quello, se si vuole creare un’alternativa credibile”.

Quindi il centrodestra da dove riparte?
“Riparte dalle sue macerie, dai rappresentanti in consiglio comunale, anche se una parte, quella mia di riferimento, i moderati, non è rappresentata. Ma si può fare politica anche stando fuori. Soprattutto deve ripartire consapevole del disastro che è stato fatto e che probabilmente c’è bisogno di un ricambio generazionale nei vertici, che hanno sbagliato tutte le ultime scelte e se ne devono prendere le responsabilità, cercando di capire che per rincorrere allori personali si sono sfasciati un gruppo e una coalizione”.

In una città tendenzialmente di destra.
“Mi dà tremendamente fastidio che a Viterbo, dove il centrodestra storicamente ha sempre governato, neanche al ballottaggio siamo arrivati. Tra l’altro, con un semplice travaso di voti, perché Chiara Frontini ha vinto e complimenti a lei, ma prendendo i voti del centrodestra. Presentandoci come alternativa credibile rappresentiamo la maggioranza assoluta a Viterbo. Questo deve essere l’obiettivo”.

Con le gambe di chi far camminare il rinnovamento che lei auspica?
“Se guardo il consiglio comunale, a parte Claudio Ubertini, un amico ma della vecchia guardia, gli altri sono tutte persone under 40. Li possiamo annoverare come volti nuovi. Non va trascurato l’aspetto delle prossime tornate elettorali, regionali e politiche. Avranno a cascata un peso pure a livello locale. I progetti si costruiscono, una base elettorale di centrodestra c’è, un’opinione pubblica pure. Si deve solo avere credibilità, cosa che negli ultimi mesi, nell’ultima consigliatura, si è vista poco”.

Nomi nuovi, va bene, ma a livello regionale, ad esempio, per Forza Italia si parla di Giulio Marini candidato. Non proprio un giovanissimo e giusto un po’ over 40.
“Marini ha ricoperto tanti di quei ruoli, da parlamentare a sindaco, presidente della provincia, che ritengo non abbia ambizioni personali. La sua disponibilità ritengo che sia solo un atto d’amore nei confronti del partito di cui è stato uno dei principali artefici e fondatori e che ora è in difficoltà. In generale, va compreso se c’è un’idea di rilanciare un progetto credibile. Mancando questo, una persona come me, di 40 anni, può tranquillamente tornare a fare il suo lavoro. Senza particolari drammi”.

Nel frattempo Chiara Frontini ha vinto e governa. Cosa si aspetta per Viterbo?
“Di Chiara non posso che dire bene a livello personale. Abbiamo fatto politica a livello giovanile. Le ho mandato un messaggio il giorno dopo l’elezione, scrivendole che era proprio l’ora. Hanno di certo un grosso vantaggio, partono con una città che è ridotta male, difficile fare peggio. Di rovescio, hanno anche un’enorme aspettativa da parte dei cittadini e quindi devono per forza fare qualcosa. Hanno avuto un enorme consenso popolare. Facendo campagna elettorale l’ho riscontrato, l’attenzione e il consenso erano canalizzati attorno alla figura del candidato sindaco. Da mesi era chiaro che avrebbe vinto”.

Quindi cosa si aspetta?
“Io mi aspetto che ci sia subito un cambiamento, una segno di discontinuità. Per il bene della città mi auguro che siano cose positive, non spero che facciano male così che io possa costruire un’alternativa. Sarei un masochista e non lo sono. Probabilmente faranno anche cose buone, ma la vera sfida per loro, sulla quale ho molti dubbi, sarà che un movimento civico con dentro tutto e l’esatto contrario, possa mantenersi nel tempo e mantenere le sfide anche di politica spicciola, consiglio comunale, maggioranza, giunta e numero legale che una consigliatura richiede. I 5 stelle usciranno distrutti dopo 5 anni di governo e non è certo che rientreranno. È il rischio che corrono e noi su quello dobbiamo cercare d’essere alternativi”.

Giuseppe Ferlicca


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7 luglio, 2022

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