Roma – “Non sarò candidato col Movimento 5 stelle alle prossime elezioni politiche, non ci sono le condizioni”. Alessandro Di Battista chiude definitivamente le porte al suo ritorno nel partito di cui è stato deputato dal 2013 al 2018 e in un video sui social accusa: “Molte persone non mi vogliono, tra cui Grillo e Fico”.
“Ho parlato con Conte – racconta Di Battista – che è stato leale e sincero con me, anche se abbiamo idee molto diverse tu tante cose. Ma ho compreso che ci sono molte componenti dell’attuale Movimento 5 stelle, da Beppe Grillo passando per Roberto Fico, che non mi vogliono. Forse perché temono che io sia poco imbrigliabile e possa ricordare gli errori politici che sono stati commessi negli ultimi due anni da Di Maio, Grillo e Fico, i principali promotori dell’ingresso nel governo Draghi”.
“Di fatto sono stato costretto a lasciare il Movimento 5 stelle – è l’accusa di Di Battista – perché soprattutto Grillo ha indirizzato il movimento nel governo dell’assembramento, ma anche in precedenza ho avuto momenti difficili, quando mi hanno impedito di fare il capo politico impedendo di votare e non hanno voluto pubblicare i voti degli stati generali perché io avevo preso il triplo dei voti di Di Maio. Queste cose le ho messe da parte, le ho provate tutte per evitare che il movimento commettesse certi errori, ma alla fine sono stato costretto ad andarmene”.
L’ex deputato si concentra soprattutto sull’alleanza strutturale col Pd. “Glielo dissi in ogni modo che il Partito democratico prima gli avrebbe prosciugato i consensi e poi non li avrebbe voluti più – rivela – perché il Pd è quella roba là, non cambia. Ha enormi ramificazioni nel sistema bancario, finanziario, mediatico, nelle università, la sanità, le cooperative. Un partito di potere che governa anche quando perde le elezioni, che si maschera da amico del popolo ma è il più ipocrita di tutti. Io penso che il Pd sia il peggior partito italiano e vedere esponenti del M5s che ci si buttavano in braccio è stata una sofferenza”.
Critiche a Beppe Grillo, che “non mi vuole e non è riuscito ad ammettere le sue responsabilità, ma io sotto di lui non ci sto perché non mi fido politicamente”, nonostante una difesa strenua dei “valori del movimento insegnati da lui e Casaleggio, a cui dovrò dire sempre grazie”. Frecciate a Di Maio, che “mi ha minacciato di non mettersi contro di lui ed ecco che fine ha fatto”.
Di Battista ne ha per tutti “tranne Conte”, che “è stato defenestrato in modo ignobile dalla presidenza del Consiglio, ha subito il governo Draghi ed è stato la persona più onesta e corretta con me”. Però “mettendo insieme il fatto che non mi fido di Grillo e che nessuno, tranne Toninelli, mi ha cercato per rientrare nel movimento, non ci sono le garanzie” per candidarsi nel M5s.
In chiusura, l’ex deputato annuncia che “nei prossimi mesi” creerà un’associazione politica sua. “Lavoreremo sulla cittadinanza attiva – spiega – faremo proposte di legge d’iniziativa popolare da fuori il Parlamento e poi vedremo cosa potrà portare questo percorso”.
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