Viterbo – (g.f.) – “Emergenza cinghiali, comune, provincia e regione adottino subito provvedimenti drastici”. A chiederlo, sette ex amministratori e candidati di centrodestra. Paolo Barbieri, Raffaello Federighi,
Vittorio Galati, Domenico Gorziglia, Alessia Mancini, Carlo Marcoaldi e Ludovica Salcini bocciano il provvedimento adottato di recente da palazzo dei Priori: “Inapplicabile, inefficace e inutilmente costoso, come già sperimentato in altri territori”.
Le segnalazioni si rincorrono, situazione nel capoluogo, fuori controllo. “Siamo convinti – scrivono i sette – che l’essenza della politica sia occuparsi di problemi reali e indotti in ciò dalle fondate preoccupazioni dei cittadini, esortiamo le istituzioni a decidere in maniera efficace e rapida, come porre a soluzione la questione dei cinghiali, che ormai popolano indisturbati le vie e la periferia di Viterbo”.
Un provvedimento adottato di recente non è stato confermato dall’amministrazione Frontini. “In quanto fauna selvatica, l’habitat naturale dei cinghiali sono boschi e campagne e infatti, nel giugno 2022, la commissaria Antonella Scolamiero emanò un’ordinanza con la quale affidava a una ditta specializzata della Tuscia il compito di catturare i cinghiali e ricondurli in aree extraurbane, ribadendo l’opportuno divieto per i cittadini di alimentarli o abbandonare sul territorio sacchi di rifiuti.
L’amministrazione comunale non ha inteso reiterare e rendere operanti tali disposizioni, poiché con delibera di giunta ha disposto invece la cattura dei cinghiali e la loro sterilizzazione”. Scelta che i sette, fra i quali c’è anche l’ex assessora all’Agricoltura Ludovica Salcini, reputano sbagliata. “Tale decisione, peraltro già sperimentata in altri territori, è inapplicabile, inefficace e inutilmente costosa, come sostenuto da autorevoli esperti nella materia in una comprensibile pubblicistica. Si tratta di ulteriori perdite di tempo e elucubrazioni fantasiose, che certamente non contrastano in maniera logica un fenomeno che preoccupa le persone, provoca gravi danni e non è immune da concreti rischi.
Occorre avere il coraggio di assumere anche decisioni apparentemente impopolari, poiché il generico ambientalismo non può essere l’alibi per continuare a tollerare uno squilibrio faunistico, grave ed evidente”.
Non bisogna cercare molto lontano: “Una soluzione efficace del problema esiste ed era già stata concertata e deliberata per contrastare realmente la massiccia presenza di ungulati sul territorio. Ovviamente abbiamo tutti a cuore gli animali e i concetti di sano animalismo, ma più ancora l’incolumità delle persone, il decoro urbano e la salvaguardia dei raccolti agricoli, interessi primari messi ogni giorno a rischio dallo squilibrio faunistico in essere”.
Le scelte vanno concertato secondo gli esponenti di centrodestra: “La soluzione impone una concertazione tra regione, provincia e comune, adottando le procedure suggerite da associazioni di categoria e tecnici competenti, il tutto con la necessaria sollecitudine, Santa Rosa permettendo”.
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