Viterbo – Elezioni politiche, spunta fuori anche Giovanni Arena. Forza Italia avrebbe infatti chiesto a lui, e a Giulio Marini, la disponibilità a candidarsi alle parlamentari di fine settembre. Disponibilità che sarebbe stata accettata. L’obiettivo sarebbe poi il proporzionale alla camera. Tocca poi ai vertici nazionali prendere la decisione. Entro il 22 agosto. Inoltre, uno dei collegi della Tuscia dovrebbe essere affidato a un candidato espressione dell’Udc del segretario Lorenzo Cesa, in accordo con tutto il centrodestra.
Giovanni Arena
Restano invece stabili le candidature di Fratelli d’Italia, Mauro Rotelli, così come della Lega, Umberto Fusco alla camera e Claudio Durigon al senato. Il primo legato a Matteo Salvini, il secondo a Fusco. Resterebbe quindi da decidere l’ulteriore candidatura di Forza Italia, visto che la prima, Francesco Battistoni, sarebbe stata dirottata sulle Marche, al senato, non solo perché il collegio, come si dice, sarebbe più sicuro, ma anche perché così nella Tuscia si lascerebbe libero un posto per l’Udc.
Lorenzo Cesa
Una scelta, quella di Forza Italia, che, se fosse confermata, fa capire come la situazione critica, andata avanti fino all’inizio di luglio, sia stata in qualche modo metabolizzata. Probabilmente più per necessità che per convinzione. Alle ultime elezioni comunali, mentre Forza Italia, assieme alla Lega, candidavano Claudio Ubertini, Giovanni Arena prendeva invece le parti della candidata del Pd, Alessandra Troncarelli. Risultato della spaccatura interna a Forza Italia: tutti sono rimasti con un pugno di mosche in mano, cioè fuori dal consiglio comunale. Sia Arena che FI, e con il presidente della provincia Alessandro Romoli in scadenza. Un partito i cui posizionanti vanno ricostruiti, a partire dalle prossime elezioni. Tenendo dentro tutti, e passando sopra a tutto. Con Arena che pare abbia più volte rivendicato la sua fedeltà a Forza Italia dal quale alla fine non se ne è mai andato, nonostante la crisi in comune, la caduta e la scelta di allearsi con il Pd. Pur di non farlo con la Lega che a gennaio lo aveva defenestrato assieme agli altri.
Giulio Marini
Un passaggio, come sottolineano i più, necessario. E il cui vero obiettivo non sarebbe tanto uno scranno al parlamento, i collegi nella Tuscia non sarebbero affatto sicuri, come quello nelle Marche, ma ad una candidatura, quest’ultima più concreta, alle prossime regionali nel Lazio. Quelle che si terranno all’inizio del prossimo anno. Magari con il governo e il parlamento saldamente in mano al centrodestra.
Daniele Camilli
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