Viterbo – Solo il centrodestra sembra investire sulla Tuscia con candidature, non ancora ufficiali, espressione del territorio. Il Pd ha preferito invece investire altrove lasciando sul campo il solo Alessandro Mazzoli e per altri versi il consigliere regionale Enrico Panunzi, la cui testa sarebbe caduta già nel fine settimana. Complice, pare, Fioroni, spalleggiato, si dice, da Sposetti.
Giuseppe Fioroni e Ugo Sposetti
Elezioni politiche del 25 settembre. I candidati del Pd sul territorio della Tuscia, per il plurinominale alla camera, saranno infatti la parlamentare uscente, ed ex ministra ai tempi di Renzi e Gentiloni, Marianna Madia, che prende il posto che fino a giovedì scorso sembrava assegnato a Panunzi. Dopodiché, al numero due e al tre ci saranno Nicola Santarelli di Fiano Romano e Letizia Carosella di Rieti. Al senato, collegio uninominale, va Alessandro Mazzoli, ex deputato e unica espressione del territorio. Un collegio che molti danno per perso a tutto vantaggio della Lega che, lì, dovrebbe candidate il segretario regionale Claudio Durigon. Al collegio uninominale della camera la candidata del Pd nella Tuscia sarà Linda Ferretti, capogruppo del Partito democratico al consiglio comunale di Cerveteri.
Camera dei deputati – Lazio 1 – Collegi uninominali e plurinominali
L’unico seggio che dovrebbe scattare è quello di Madia. La parlamentare, oltre ad essere stata ministra nei governi Renzi e Gentiloni, ha fatto anche parte della segreteria tecnica del sottosegretario alla presidenza del consiglio Enrico Letta durante il governo Prodi, dal 2006 al 2008. Madia è inoltre componente del comitato di redazione della rivista della fondazione Italianieuropei. Fondazione di area riformista e socialdemocratica di cui fanno parte Massimo D’Alema e Ugo Sposetti. A quest’ultimo è poi legato Mazzoli. Lo stesso Matteo Orfini, che fino a qualche giorno fa veniva dato pure lui al posto di Panunzi, è stato responsabile delle relazioni istituzionali della fondazione di D’Alema.
Enrico Panunzi
A chiudere le porte in faccia a Panunzi, così dicono diverse fonti, sarebbero stati tre fattori. Il primo: una dinamica nazionale. I posti in parlamento si sono dimezzati rispetto alla legislatura ancora in corso. A prenderseli i gruppi dirigenti. Le province restano a secco in tutta Italia. Anche nel Lazio i posti alla camera (plurinominale) dati per sicuri, quelli su Roma, sono stati assegnati a Nicola Zingaretti, Michela Di Biase e Claudio Mancini. Il secondo: il mancato sostegno a Panunzi, così si dice, da parte del presidente della regione Zingaretti e del segretario regionale del partito Astorre, pure lui al sicuro nella circoscrizione Lazio 2, senato plurinominale.
Quando il partito ha deciso di far fuori Panunzi, così come ieri notte alla direzione nazionale convocata nella sede romana del Nazareno, Zingaretti e Astorre non avrebbero fatto niente per difenderlo. Una decisione presa nel fine settimana e che avrebbe visto convergere, e questo sarebbe il terzo fattore, gli ex parlamentari Ugo Sposetti e Giuseppe Fioroni.
Senato – Lazio – Collegi uninominali e plurinominali
Entrambi avrebbero caldeggiato Madia al posto di Panunzi. Con Panunzi depotenziato, Sposetti, dal canto suo, punterebbe al partito e a un ritorno in grande stile. Con il partito romano alle spalle. Fioroni pure. Ma forse per farne un trampolino di lancio verso altre sponde. Con il prevedibile crollo del Pd alle elezioni politiche del 25 settembre e della possibile successiva debacle in regione all’inizio del prossimo anno, Azione e Renzi potrebbero diventare per la corrente fioroniana l’utile approdo. Al punto da non volere Panunzi in parlamento nonostante questo avesse significato Luisa Ciambella in regione, anche se per pochi mesi, ma in coabitazione con l’assessora Alessandra Troncarelli e in piena campagna elettorale. Fioroni che, in un’intervista a Tusciaweb alcune settimane fa, aveva dichiarato: “Io attendo lo scadere della direzione, poi, ormai, mi occupo di altro. Mi occupo di tutta altra cosa. Il riserbo e la non partecipazione alla politica attiva è una cosa seria. Il Toniolo è una cosa impegnativa (Fioroni è vicepresidente dell’istituto Giuseppe Toniolo, ndr). Non posso fare politica”.
Marianna Madia assieme a Giuseppe Fioroni e Luisa Ciambella
La testa del consigliere regionale Panunzi sarebbe caduta già nel fine settimana con il gruppo dirigente del Pd della Tuscia che prima avrebbe cercato una mediazione attraverso Zingaretti e Astorre e poi, di fronte al fatto compiuto che la direzione nazionale sarebbe stata chiamata solo a ratificare, tentato la sollevazione dei circoli e degli amministratori d’area come risposta. Venerdì prossimo alle 5 e mezza del pomeriggio la convocazione della direzione provinciale del Pd per discutere su quanto accaduto e sul da farsi.
Giulio Marini
Sul fronte opposto, quello del centrodestra, non c’è ancora nulla di ufficiale, ma sembra certa la riconferma di Mauro Rotelli per Fratelli d’Italia alla camera, nell’uninominale. Sembrerebbe certa anche la candidatura al senato del segretario regionale della Lega Durigon, con il passaggio alla camera (proporzionale) di Umberto Fusco. Francesco Battistoni di Forza Italia verrebbe invece candidato in un collegio nelle Marche. Resta da sciogliere la candidatura di Forza Italia nella Tuscia con Giulio Marini tra i papabili. Il 22 agosto la consegna delle liste.
Daniele Camilli
Elezioni politiche: I candidati del Pd nel Lazio
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