Bagnoregio – Riceviamo e pubblichiamo – A beneficio di coloro ai quali capita, magari per un disguido bancario, di essere convinti di aver pagato on line una bolletta del gas e che 4 giorni dopo ricevono un sollecito, che ovviamente ignorano, convinti di aver saldato l’importo, vorrei segnalare che, oltre agli aumenti tariffari del 500%, oltre alle incertezze per gli approvvigionamenti futuri, potrebbe capitare di dover fare i conti anche con il mancato rispetto delle norme sulle comunicazioni al cliente da parte delle compagnie di distribuzione. Le stesse che realizzano profitti mostruosi sfruttando la crisi energetica.
La bolletta di Franco Brodo
Il cliente cui fosse toccato in sorte di vivere la vicenda sopra descritta, potrebbe trovarsi, come è successo a me, senza nessun ulteriore avviso di nessun tipo, improvvisamente con il contattore sigillato e la fornitura interrotta.
Tutti sanno che l’Autorità per l’energia impone ovviamente che l’utente debba essere debitamente informato tramite Pec o raccomandata e che un solo sollecito non può essere sufficiente, ma tant’è. La Liquigas, compagnia di distribuzione del gas, nel mio caso, ha creduto opportuno mettere in campo questo tipo di condotta illegittima.
Dopo aver chiesto informazioni che mi sono costate decine di chiamate al call center per capire cosa fosse successo, dopo il pagamento dell’importo dovuto (104 euro), trovo profondamente ingiusto che per continuare a fruire della mia utenza debba pagare altri 150 euro.
Franco Brodo
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