Roma – L’inflazione continua a spingere in Italia. Nel mese di luglio 2022 i prezzi sono infatti aumentati dello 0,4 per cento rispetto a giugno e del 7,9 per cento rispetto a luglio 2021. In questo quadro cresce anche il prezzo del cosiddetto “carrello della spesa” con un +9,1 per cento, un incremento che non si vedeva dal 1984.
Un carrello della spesa
È quanto emerge dallo studio dell’Istat sulla stima preliminare del mese di luglio. Da una parte l’Istituto di statistica registra una decrescita dei prezzi dei beni energetici (da +48,7 per cento di giugno al +42,9 per cento, ma dall’altra si nota un aumento dei beni alimentari lavorati (da +8,1 per cento a +9,5 per cento), dei servizi relativi ai trasporti (da +7,2 per cento a + 8,9 per cento), dei beni non durevoli (da +2,9 per cento a +3,3 per cento) e di vari altri servizi (da 1,1 per cento a 1,6 per cento).
Il risultato è dunque un’inflazione ancora alta che, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera da +3,8 per cento a +4,1 per cento. L’inflazione dei soli bene energetici passa invece da +4,2 per cento a +4,7 per cento.
“Il rallentamento dei prezzi dei beni energetici che si registra a luglio non frena l’onda lunga delle tensioni inflazionistiche che si stanno diffondendo agli altri comparti merceologici – si legge in una nota dell’Istat -. Infatti, la crescita dei prezzi degli alimentari lavorati, dei beni durevoli e non, dei servizi relativi ai trasporti e dei servizi vari accelera, spingendo l’inflazione al netto degli energetici e degli alimentari freschi (componente di fondo; +4,1 per cento) e quella al netto dei soli beni energetici (+4,7 per cento) a livelli che non si vedevano, rispettivamente, da giugno e maggio 1996”.
“In questo quadro accelera anche la crescita dei prezzi del cosiddetto carrello della spesa – conclude l’Istat -, che si porta a +9,1 per cento, registrando un aumento che non si osservava da settembre 1984”.
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