Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Seconda preoccupante battuta d’arresto per la produzione industriale, con l’indice destagionalizzato della produzione industriale a giugno che diminuisce del 2,1% rispetto a maggio. Una cattiva notizia, che fa seguito ai dati di maggio, e che conferma i timori relativi all’andamento dell’economia.
Colpisce in particolare il fatto che la dinamica negativa sia estesa a quasi tutti i settori, con l’eccezione di quello dell’energia, e che riguardi sia i beni strumentali (-3,3%), che i beni di consumo (-2,1%) e i beni intermedi (-1,3%).
Cosa ancora più grave, questi dati confermano le tendenze in atto proprio mentre il governo ha ormai perso l’occasione (con il dl Aiuti Bis) per attuare un intervento urgente ed efficace per salvare industria, famiglie e imprese da una situazione non più sostenibile, attraverso misure in grado di calmierare i prezzi al dettaglio e portare a una riduzione concreta delle tariffe di luce e gas.
“L’avevamo detto e lo ripetiamo: l’industria italiana inizia a risentire dell’effetto inflazione, con la forte crescita dei prezzi al dettaglio che si sta riflettendo sulle spese delle famiglie – spiega il presidente Carlo Rienzi –. I beni di consumo registrano una flessione del 2,1% rispetto al mese precedente, mentre il confronto annuo è ancora alterato dalle misure sul Covid adottate nel 2021. Numeri che potrebbero peggiorare, considerati i livelli ancora altissimi relativi all’inflazione nelle ultime settimane e il perdurare dell’emergenza energia e carburanti”.
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