Taipei – Rimane alta la tensione nel mar cinese meridionale in seguito alla visita ufficiale a Taipei della presidente della Camera americana Nancy Pelosi. Non solo la Cina sta infatti proseguendo anche oggi con le esercitazioni militari, ma il suo esercito ha anche attraversato la linea mediana dello stretto di Taiwan.
Un aereo militare cinese
Secondo quanto riporta il ministero della difesa di Taipei, aerei e navi da guerra cinesi intorno alle ore undici locali, le cinque di mattina in Italia, avrebbero condotto nuove manovri militari intorno allo stretto di Taiwan e avrebbero anche attraversato la linea mediana, che divide informalmente i due paesi.
Si tratta di un’altra dimostrazione di forza da parte di Pechino dopo quella di ieri, quando le forze marittime e aeronautiche dell’esercito di liberazione popolare hanno circondato l’isola di Taiwan e lanciato in acqua alcuni missili balistici in una delle più importanti esercitazioni militari mai fatte dalla Cina.
Per gli Stati Uniti, da decenni ormai impegnati nella difesa dell’integrità territoriale di Taiwan dalle mire espansionistiche di Pechino, quella messa in atto dalla Cina è un’irresponsabile e ingiustificata provocazione militare. Secondo il segretario di stato americano Antony Blinken non c’è “alcuna giustificazione” per le manovre di Pechino in risposta alla visita ufficiale di Nancy Pelosi a Taiwan.
Da parte sua, Nancy Pelosi ha fatto sapere che gli Stati Uniti continueranno a supportare Taipei. “Potrebbero cercare di impedire ai cittadini di Taiwan di visitare alcuni luoghi e ci impediranno di viaggiare lì, ma noi non gli permetteremo di isolare Taiwan”, ha affermato la presidente della Camera, ormai a Tokyo per proseguire il suo viaggio istituzionale in Asia.
Nel frattempo cominciano ad arrivare anche gli effetti collaterali di questa escalation nel mar cinese meridionale. La Singapore Airlines ha infatti annullato i voli da e per Taiwan a causa delle crescenti restrizioni dello spazio aereo dovute all’esercitazione militare cinese.
La disputa tra Cina e Taiwan per il controllo dell’isola e delle acque circostanti risale al 1949: al termine della guerra civile vinta dai comunisti di Mao Zedong, i nazionalisti guidati da Chiang Kai-shek ripararono su Taiwan, all’epoca chiamata Isola di Formosa, e proclamarono lì la nascita della Repubblica di Cina. Da quel momento l’annessione di Taiwan è sempre stato uno dei principali obiettivi della politica estera del partito comunista cinese.
Questa vicenda geopolitica va però ben oltre i due paesi asiatici. Da decenni infatti gli Usa sono impegnati al fianco dell’isola di Taiwan, uno dei loro principali alleati nell’area. La disputa tra Pechino e Taipei coinvolge quindi direttamente anche Washington. Se la crisi nasce locale, i suoi risvolti sono mondiali.
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