Viterbo – Termalismo, l’argomento scotta anche se a Viterbo, alcuni progetti sembrano ormai bolliti.
L’ultima grana in ordine di tempo è la chiusura del Bagnaccio. Alle storiche terme libere è stata revocata la subconcessione mineraria, alla fine di un lungo braccio di ferro tra gestori e comune. Riaprirle, sarà tutt’altro che semplice.
C’è da scommettere che sarà uno degli argomenti che terranno banco, non il solo, nel consiglio comunale straordinario, che Alvaro Ricci (Pd) ha preannunciato di voler chiedere, col sostanziale supporto di tutta l’opposizione. Ormai se ne parla dopo santa Rosa, ma gli argomenti non mancheranno.
Da quello storico, del rilancio ex Terme Inps. Un progetto dai tempi anche quelli storici. Il piano di rilancio presentato dal comune si è arenato in regione. Non bocciato, ma rinviato.
C’è il parco del Bullicame. Un emendamento, datato e a firma sempre di Alvaro Ricci, destinava oltre centomila euro per interventi al parco.
C’erano Arena sindaco e Contardo assessore. Non si capisce bene che fine abbia fatto, tra comune e sovrintendenza.
Sempre per il termalismo libero, le piscine Carletti. Necessitano d’attenzione.
Magari sarà pure l’occasione per un cenno alla sorgente delle Zitelle. Pozzo chiuso. Almeno dopo tanti anni si evita di sprecare acqua termale che finiva nei campi.
Un bene prezioso, che Viterbo ha in discreta quantità, andrebbe parecchio valorizzato. Invece, nel capoluogo della Tuscia ci rallegra compiaciuti, quando si riesce a non sprecarlo. Dovrebbe essere il minimo sindacale.
Giuseppe Ferlicca
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