Viterbo – (g.f.) – Interrogazioni, alla maggioranza piacciono gli spoiler. Conoscere prima il contenuto di quello che l’opposizione intende chiedere.
Da inizio legislatura, le regole, i metodi e le consuetudini sono occasione di scontro con la minoranza e nella seduta di consiglio di martedì, l’ennesima occasione di confronto anche duro è stata la puntualizzazione della presidente Letizia Chiatti: “Come stabilito – spiega Chiatti – le interrogazioni vanno presentate 24 ore prima”.
Un anticipo di cui Claudio Ubertini (Lega) non ne comprende le ragioni: “Andiamo solo a complicarci la vita, se la mattina stessa della seduta di consiglio sopraggiunge un argomento su cui interrogare la giunta, si deve poter fare”.
Esistono le interrogazioni urgenti e se questo è l’andazzo, Allegrini (FdI) anticipa che diventeranno tutte urgenti. Ma l’urgenza, frena Chiatti, la stabilisce la presidenza.
Qualcuno ha paura delle interrogazioni e come a scuola di farsi trovare impreparato?
“Una presa di posizione incomprensibile – osserva Laura Allegrini (FdI) – le interrogazioni non devono far paura, a supporto degli assessori ci sono i dirigenti e se non si dovesse essere nelle condizioni di poter rispondere, si prende tempo”.
Dalle interrogazioni ai documenti a disposizione dei consiglieri, pure in commissione botta e risposta.
Sul piano delle periferie, nonostante un’iniziale posizione contraria, in terza la minoranza ha ottenuto di non votare il documento presentato mercoledì, ma di convocare una nuova seduta, avendo tempo per visionare le carte e poi discuterne nel consiglio del 22 settembre, spostando al 27 quello straordinaria su santa Rosa.
È stato il capogruppo Viterbo 2020 Martinengo ad accogliere la proposta dell’opposizione, mentre la presidente Chiatti, presente in commissione, era diversamente orientata.
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