Papa Francesco
Matera – “Se alziamo muri contro i nostri fratelli, restiamo imprigionati nella solitudine”.
Così papa Francesco intervenuto per la chiusura del congresso eucaristico nazionale della Cei a Matera.
“Se alziamo adesso muri contro i fratelli e le sorelle, restiamo imprigionati nella solitudine e nella morte anche dopo – ha detto il pontefice -. Rinnoviamo l’impegno per edificare il futuro secondo il disegno di Dio. Un futuro in cui ogni persona trovi il suo posto e sia rispettata; in cui i migranti, i rifugiati, gli sfollati e le vittime della tratta possano vivere in pace e con dignità. È anche grazie a questi fratelli e sorelle che le comunità possono crescere a livello sociale, economico, culturale e spirituale”.
“Il nostro futuro eterno dipende da questa vita presente. Se scaviamo adesso un abisso con i fratelli e le sorelle, ci scaviamo la fossa per il dopo – ha aggiunto papa Francesco -. Il ricco del Vangelo viene meno a questo compito, vive nell’opulenza e banchetta abbondantemente senza neanche accorgersi del grido silenzioso del povero Lazzaro, che giace stremato alla sua porta. Era stato il ricco a scavare un abisso tra lui e Lazzaro durante la vita terrena e adesso, nella vita eterna, quell’abisso rimane”.
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