Marta – Riceviamo e pubblichiamo – Come comune di Marta, vogliamo chiarire ciò che ha sottolineato il signor Mauro Guazzi, in riferimento all’intervento fatto sull’incile del fiume Marta definito tardivo.
E’ un intervento che ha permesso, di conseguenza, l’utilizzo del porto. Vista la stagione passata, l’insabbiamento del fiume, peggiorando, avrebbe ostruito il flusso delle acque e chiuso definitivamente l’area portuale.
E’ stato un intervento che ha seguito le tempistiche necessarie per effettuare i lavori, da parte della direzione regionale Lavori pubblici stazione unica appalti risorse idriche e della difesa del suolo, che continuamente monitora lo stato dei luoghi e che interviene quando necessario come in questo caso. Dopo i lavori, il tratto interessato ha fornito un pescaggio di circa 1,8 metri, che con il lago in crescita risulterebbe di 2,2 metri. Dietro il dragaggio dell’incile del fiume Marta c’è una burocrazia di autorizzazioni che sono state seguite alla norma.
Il disagio che lamenta il signor Guazzi è stato un disagio che ha permesso a tutti i diportisti nel mese di luglio e agosto di avere un servizio regolare. Quest’anno è stata sicuramente una stagione anomala e difficile. Molte criticità sono state evidenziate, creando non pochi problemi che il comune insieme alle autorità competenti hanno cercato di risolvere.
La gestione del porto di Marta non ha nessuna competenza nelle acque, che fanno capo alla regione Lazio, nello specifico area Vigilanza e bacini idrografici. Gli uffici e le direzioni regionali competenti collaborano con le amministrazioni interessate, in modo costante e continuo.
Concludendo, la regione Lazio ha ottemperato ai lavori nelle tempistiche previste, grazie e soprattutto all’interessamento del consigliere regionale Enrico Panunzi (presenza costante e continuativa sul territorio).
Comune di Marta
– “Un intervento tardivo di dragaggio ha indotto i diportisti a manovre nella sabbia”
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