Civitavecchia – (p.cas.) – L’eolico off-shore a Civitavecchia è un progetto ancora in rampa di lancio. Le rassicurazioni verso chi auspica una virata “green” del porto di Civitavecchia, in prima linea ci sono i comitati ambientalisti, sono arrivate da Lega Ambiente Lazio e dal progettista dell’iniziativa presentata sul territorio, l’ingegnere Luigi Severini. Quest’ultimo, che ha progetto il primo impianto off-shore nel Mediterraneo, a Taranto, respinge le recenti prescrizioni della Sovrintendenza, che ha evidenziato dei dubbi sull’impatto visivo negativo che le pale eoliche installate in mare possano generare nei confronti dei turisti in viaggio in crociera.
“Non capisco perché dovrebbero rappresentare un impatto necessariamente negativo – afferma Severini – a me sembra una presa di posizione soggettiva. Penso che potrebbe valere anche il contrario, se uno pensa ad un orizzonte presente e futuro da un lato e a realtà di produzione energetica oramai vetuste dall’altro”. A “calmierare” le disposizioni dell’organo di controllo sarebbe stato anche e soprattutto il ministro della Cultura Dario Franceschini. La conferma arriva dall’associazione Lega Ambiente Lazio.
“Il suo intervento avrebbe determinato l’obbligo di valutare l’impatto dell’impianto per i passeggeri come indicazione generica, non più con un senso vincolante”. Severini conferma il forte interesse di alcuni investitori: “Nonostante le preoccupazioni legate alle prescrizioni di qualche ente queste realtà restano in contatto. L’iter per la valutazione di impatto ambientale prosegue senza intoppi”. Fra gli investitori che hanno partecipato ai progetti già realizzati in Italia, fra cui proprio quello di Taranto, Eni e Cassa depositi e prestiti come profili nazionali e un fondo di Copenaghen come partner straniero. Gli stessi potrebbero prendere parte al progetto di Civitavecchia, che dovrebbe essere sostenuto anche dai fondi del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza.
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