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Viterbo - Don Luigi Fabbri, vicario del vescovo: “Inauguriamo Icet in rete, il portale online per rendere accessibile il patrimonio ecclesiastico”

“Gli archivi diocesani sono presidi di fede e di cultura”

di Daniele Camilli
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Don Luigi Fabbri

Don Luigi Fabbri

Luigi Pasqualetti

Luigi Pasqualetti

Stefano Floris

Stefano Floris

Presentazione portale Icet in rete

Presentazione portale Icet in rete

Antonio Cananà

Antonio Cananà

Presentazione portale Icet in rete

Presentazione portale Icet in rete

Viterbo – “La chiesa è una casa con le porte aperte. E oggi la nostra comunità ecclesiale apre un portale per rendere più accessibile e fruibile il patrimonio culturale delle diocesi di Viterbo e Civita Castellana. Archivi che sono presidi di fede e di cultura”. Con queste parole don Luigi Fabbri, vicario del vescovo Lino Fumagalli, ha inaugurato Icet in rete, il portale internet per il patrimonio artistico e culturale ecclesiastico della Tuscia che mette in rete i giacimenti culturali di 2 diocesi e 16 istituti culturali dell’alto Lazio.

All’inaugurazione di questa mattina, nella sala biblioteche del Cedido, il centro di documentazione diocesano di Viterbo, assieme a Fabbri c’erano anche il prefetto Antonio Cananà, il pro rettore Unitus Alvaro Marucci, l’assessore comunale Stefano Floris, il presidente della fondazione Carivit Luigi Pasqualetti e il direttore del Cedido Luciano Osbat.

”Un giorno importante – ha proseguito don Luigi -, un passo importante. Un patrimonio che attesta e garantisce la memoria storica. Una ricchezza che definisce e ricostruisce un’identità e favorisce l’incontro con gli uomini e le donne del nostro tempo. Gli archivi diocesani sono presidi di fede e di cultura. Da deposito a giacimenti culturali”.

Il portale “Icet in Rete” sarà la soglia d’accesso ai tesori racchiusi negli istituti culturali ecclesiastici: archivi, biblioteche e musei della diocesi, degli agostiniani, francescani, cappuccini, giuseppini, passionisti, e appartenenti agli ordini femminili delle benedettine, clarisse urbaniste, maestre pie filippini.

“L’incontro di oggi – ha aggiunto Osbat – vede l’unione di 19 istituzioni culturali della diocesi di Viterbo e Civita Castellana. Per la prima volta l’Icet è all’interno delle diocesi dell’alto Lazio”.

“In provincia di Viterbo – ha commentato Cananà – ci sono 33 chiese in 17 comuni, di cui 4 a Viterbo, tra cui la Trinità, che appartengono al ministero dell’interno. Un patrimonio che va tutelato e valorizzato. E su questo nei prossimi mesi vorrei fare qualcosa”.

L’Icet darà inoltre visibilità agli istituti culturali ecclesiastici presenti e attivi nel territorio della Tuscia, all’immenso patrimonio culturale, artistico e storico da essi conservato e ai servizi erogati, al fine di offrire alla comunità di Viterbo e della provincia un dettagliato servizio d’informazione e agli istituti uno strumento di gestione, tutela e valorizzazione.

“È indispensabile – ha commentato il presidente della fondazione Carivit Pasqualetti – che il patrimonio culturale venga conosciuto”.

Il portale è stato realizzato dalla diocesi di Viterbo con il contributo della fondazione Carivit. “E non è un’iniziativa isolata – ha spiegato Pasqualetti -. Pensavamo anche di tenere aperta la chiesa di San Giovanni con l’opera di Balletta appena restaurata Balletta terminata. Poi la stampa di un catalogo sull’opera di Balletta”.

Infine Floris. “Dobbiamo valorizzare in tutti i modi quello che abbiamo ereditato – ha detto l’assessore – conservandolo e mettendolo a disposizione delle nuove generazioni”.

Daniele Camilli


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28 settembre, 2022

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