Viterbo – Dall’anomala campagna elettorale sotto l’ombrellone alla guerra in Ucraina, passando per la crisi energetica e le aziende in difficoltà, il Pnrr e le infrastrutture digitali.
Alcuni dei temi su cui si sono confrontati Mauro Rotelli e Alessandro Mazzoli, all’interno dell’ultima edizione di Medioera.
Uno scambio d’idee, più che uno scontro, fra due persone che si conoscono fin dai tempi dell’università. Come non è uno “scontro diretto” quello al voto del 25 settembre. I due esponenti politici sono su due diverse schede.
Rotelli è candidato alla camera uninominale per Fratelli d’Italia, Mazzoli al senato uninominale per il Partito democratico. A moderare il dibattito, Massimiliano Capo.
Massimiliano Capo, Mauro Rotelli e Alessandro Mazzoli
Una campagna elettorale estiva, tra social e sagre
Mauro Rotelli: “È stata una campagna elettorale strana, diversa dalle altre. Non si sono mai tenute in questo periodo, anche se con la pandemia ci siamo abituati alle amministrative a volte a settembre od ottobre. Dopo un periodo di stasi è stato importante capire come dialogare col territorio. A Ferragosto la scelta è stata quella di frequentare posti dove la gente stava, quindi sagre e feste popolari. Poi i normali contatti e lo strumento digitale, social”.
Alessandro Mazzoli: “E una campagna elettorale su due piani, mediatico, generale a livello nazionale e quello sul territorio, in una condizione diversa dal passato. Col taglio ai parlamentari, sono stati ridisegnati i colleghi. Il mio è composto da 169 comuni e in 25 giorni si capisce benissimo che nemmeno in elicottero si riesce. Quindi, si vive di appuntamenti territoriali e di una dimensione social, in queste condizioni usata all’ennesima potenza. Ma la particolarità è che mentre c’è campagna, incombono problemi, urgenze ed emergenze”.
La guerra, la crisi energetica e gli imprenditori del settore ceramico e non solo loro, in difficoltà.
Alessandro Mazzoli: “L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia sta generando problemi enormi. Non è questione che si risolve in breve tempo, il conflitto e quello a livello geopolitico che scatena. Le urgenze vanno affrontate come tali, prezzo del gas, costi d’energia e materie prime. Altrimenti si rischia di mettere in sofferenza gli investimenti del Pnrr, se non salvaguardato da un tetto ai costi. Le imprese della ceramica hanno resistito alle difficoltà, guardano al mercato esterno, sono competitive e non possono rischiare di chiudere, pur con ordinativi alti e una produzione elevata. Interventi vanno presi ora, altrimenti, oltre alle imprese in difficoltà oggi, domani dovremo anche pensare alla cassa integrazione per tanti lavoratori. Conviene pensarci subito”.
Mauro Rotelli: “La tentazione era di rimandare al prossimo governo le emergenze, ma non c’è tempo da perdere. È stati votato decreto Aiuti 2 e già si parla del ter, con 14 miliardi. Risorse ingenti, in passato ci si costruiva una manovra finanziaria. Eppure già si sa che non saranno sufficienti. In generale, nel brevissimo termine, occorre calmierare per consentire alle famiglie e alle imprese di avere lo stesso livello di bollette precedente, consapevoli che facendo extra deficit e recuperando risorse per una finalità fondamentale alimentiamo una speculazione . Non dimentichiamoci che oggi c’è il conflitto in Ucraina, ma tutto era partito già da prima. Noi facciamo molto affidamento alle risorse di Next generation U. Molto probabilmente, diciamo noi, dobbiamo ripensarle, così come il prossimo governo dovrà fare un ragionamento sulla quantità di risorse europee che non si riesce a spendere e sono restituite, affinché restino nella nostra disponibilità”.
Mauro Rotelli, Massimiliano Capo e Alessandro Mazzoli
La digitalizzazione e il Pnrr
Alessandro Mazzoli: “Serve un coordinamento tra gli enti locali, per spingere verso l’uso delle risorse europee, altrimenti non ce la facciamo. È un tema territoriale e non solo. Sulle infrastrutture digitali, reti ultraveloci, vanno stretti i tempi, superando i ritardi accumulati. Deve essere una priorità, perché sono dell’idea che la nostra sfida è spendere i soldi del Pnrr. Una cosa è rimodulare alcuni aspetti, ma se entriamo nell’ordine d’idee di revisione, temo che entreremo in conflitto con l’Unione europea. Le linee sono state tracciate, innovazione, transizione economica e digitalizzazione, inclusione sociale, welfare sociale e sanità. Per noi sono aspetti significativi e serve un coordinamento, oltre a una condivisione sul modello di sviluppo, seppure su posizioni diverse”.
Mauro Rotelli: “Il Pnrr è una sfida. Se si guardano i tempi di realizzazione nostri di progetti con fondi europei, è impossibile concludere entro i termini per i quali ci siamo impegnati, quelli del Pnrr. Dipende da molti fattori, non ultimo le difficoltà di molti enti. Si chiudono gli uffici, perché coi pensionamenti non c’è ricambio di personale e poi li andiamo a sobbarcare di lavoro. Occorre modulare gli interventi, ce lo chiedono i diretti interessati. Sulle infrastrutture digitali, poi, non è importante solo realizzare, ma anche capire chi detiene il controllo, è qualcosa di strategico. Abbiamo assistito a nazionalizzazioni delle reti, nella Francia di Macron, non chissà dove”.
Giuseppe Ferlicca
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