Soriano nel Cimino – L’autobotte a Pian della Guardia
Viterbo – “L’emergenza siccità è ancora grave e la severità idrica distrettuale si conferma di livello alto”.
Bilancio ancora negativo per l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale di cui fa parte anche la provincia di Viterbo.
Dopo la riunione di martedì 2 agosto l’osservatorio permanente è tornato ad analizzare la situazione venerdì 9 settembre e i miglioramenti sono pochi.
“Le precipitazioni di agosto hanno determinato un leggero miglioramento degli indici di portata mensili sul versante tirrenico – spiegano dall’Abd -, mentre gli stessi indici risultano sostanzialmente invariati sul versante adriatico. Anche gli indici di portata su scale temporali più ampie (3, 6 e 12 mesi) mantengono valori sostanzialmente invariati rispetto allo scorso luglio, evidenziando dunque deficit significativi, in particolare sulla dorsale appenninica. Sono state già prese tutte le misure preventive, ma prevale uno stato critico non ragionevolmente prevedibile nel quale la risorsa idrica non risulta sufficiente a evitare danni al sistema, anche irreversibili”.
Stringendo il campo sulla provincia di Viterbo, l’Autorità di bacino distrettuale evidenzia un leggero incremento dei comuni e della popolazione interessata al servizio sostitutivo con autobotti. Queste ultime si sono già rese necessarie in più occasioni ad Acquapendente, Blera, Soriano nel Cimino, Vetralla, Graffignano e Capranica per un totale di 6mila abitanti riforniti. Le persone a rischio siccità, che potrebbero avere bisogno di turnazioni dell’acqua e delle autobotti, sono all’incirca 40mila suddivise in 28 comuni della Tuscia.
“Per mitigare i possibili impatti dovuti al probabile deficit di acqua – ricordano dall’Abd -, il gestore del servizio ha programmato interventi di emergenza come riduzioni delle pressioni nelle reti, turnazioni ed eventuale utilizzo autobotti. Ha quindi programmato interventi a medio-lungo termine come interconnessioni ed efficientamento delle reti e degli impianti, recupero dispersioni fisiche e di potenziamento delle fonti di approvvigionamento. Nel territorio dell’Ato1-Viterbo occorre tener presente, inoltre, la problematica strutturale legata alla presenza di arsenico e fluoro in molte fonti destinate a uso potabile, che tende ad aggravarsi in condizioni di minore disponibilità della risorsa e conseguente maggiore stress della stessa”.
Il governo, intanto, ha stanziato 5,8 milioni di euro per i primi interventi urgenti nel Lazio che andranno effettuati in larga parte nella provincia di Viterbo. Quest’ultima, infatti, beneficia di 3,4 milioni di euro per autobotti, nuovi pozzi e collegamenti tra acquedotti.
Samuele Sansonetti
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